Il “ritratto” dei Magredi diventa un abito: il quadro di Ado Furlanetto ora si indossa

L’artista di Vajont collabora con una casa di moda che produce abbigliamento in fibre naturali, dal bambù alle ortiche 

L’opera pittorica dell’artista di Vajont Ado Furlanetto “Paesaggio della memoria” diventa un abito per la casa di moda veneta Terre del vento e viene pubblicizzato sulle pagine del settimanale Gente.

Nonostante le difficoltà anche per il mondo dell’abbigliamento legate all’emergenza coronavirus, il capo è uno dei più venduti: un motivo di grande soddisfazione per l’artista. L’opera riportata sul vestito, tra l’altro, è un omaggio ai Magredi. La collaborazione di Furlanetto con la moda non si ferma: in autunno uscirà una collezione di pashmine ornate dai suoi disegni.


«La mia collaborazione con la casa di moda di Treviso Terre del vento, che realizza abbigliamento in fibra naturale, mi sta portando grandi soddisfazioni – ha commentato Furlanetto –. L’ultima è quella relativa all’abito creato con l’opera “Paesaggio della memoria”, che ritrae una distesa nell’area dei Magredi. Un omaggio, quindi, anche alle peculiarità della zona in cui vivo. L’abito, al momento, è tra i più venduti e questo rappresenta un motivo di orgoglio in più».

L’artista ha messo in evidenza il fatto che Terre del vento punta su un made in Italy green: realizza i capi con fibre e colorazioni naturali, dal bambù al lino, alle ortiche. «In autunno ci sarà il lancio della linea di pashmine, che recano i miei disegni», ha annunciato Furnaletto. Un lavoro che l’ha tenuto impegnato nel corso dell’inverno.

Le sue opere, comunque, non sono state scelte solamente per impreziosire capi di abbigliamento, ma anche bottiglie di vino. Due anni fa è stata la volta, infatti, di una magnum d’autore di ribolla gialla presentata nella tenuta Il roncal di Cividale del Friuli (già nel 2017 quest’ultima aveva realizzato un’etichetta da collezione con un suo lavoro).

«Avevo creato un’immagine dei colli orientali soleggiata, con colori che si fondono con la bottiglia», ha ricordato Furlanetto.

Quest’ultimo è un artista attento anche al sociale: sono numerosi gli eventi organizzati a scopo benefico, assieme ad altri colleghi. Proprio oggi si sarebbe dovuta inaugurare, a Palazzo d’Attimis di Maniago, la mostra di beneficenza che lo vedeva in regia assieme a Carlo Fontanella e Antonio Crivellari, con la collaborazione dell’azienda Graphistudio di Arba. «124 artisti avrebbero esposto le proprie opere, che i visitatori avrebbero potuto acquistare a una cifra simbolica da destinare in beneficenza – ha fatto sapere Furlanetto –. Purtroppo il coronavirus, come per altri eventi, ha imposto lo stop: l’iniziativa è rinviata all’autunno».

Quest’anno si era deciso di devolvere il ricavato della collettiva alla Lega italiana fibrosi cistica onlus: nelle precedenti edizioni, sono state sostenute Asla Pordenone e la ricerca sul cancro. Furlanetto, insomma, è un artista che continua a portare il nome di Vajont nel mondo: un pittore pluripremiato, a livello nazionale e internazionale, e sempre al lavoro. Alcune sue opere fanno parte di esposizioni permanenti in musei e collezioni pubbliche e private in Italia, in Europa e negli Stati Uniti.

 

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