L’adunata nazionale degli alpini a Udine è rinviata a maggio 2022

Slitta anche l'appuntamento di Rimini che andrà al prossimo anno. Soravito: “Vorrà dire che nel 2022 faremo un’adunata ancora più grande”

UDINE. Ci erano riusciti solo il Giubileo di Roma, nel 1950, e gli eventi bellici, dal 1941 al 1947. Ora si aggiunge la pandemia 2020. L’adunata degli alpini a Rimini - San Marino, prevista dall’8 al 10 maggio e rinviata alla più genericamente «seconda metà di ottobre», è stata ufficialmente spostata a maggio 2021. Occuperà le giornate, 7-9 maggio, che erano state assegnate a Udine che, di conseguenza, dovrà aspettare un anno in più, il secondo fine settimana di maggio 2022.

Troppo rischioso, hanno valutato i vertici dell’Ana, ritrovarsi in 4-500 mila in tre giorni. Non si sarebbero potute garantire, è comprensibile, distanze sociali e precauzioni anticontagio.

L’Ana aveva tentato un rinvio all’autunno, pur non definendo una data, quale segnale di speranza. Ma la pandemia non è finita, gli esperti dicono che l’attenzione non deve calare. E gli alpini non hanno inteso rischiare. Per rispetto, oltretutto, di una zona, l’Emilia Romagna, che ha pianto tanti contagiati e morti, tra cui molte penne nere.

La decisione del consiglio nazionale riunito in videoconferenza, dunque, è arrivata nel tardo pomeriggio. «La situazione, pur in un quadro fortunatamente migliorato rispetto a marzo e aprile, sconsiglia l’opportunità di riunire in una sola località tra pochi mesi centinaia di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo. Una decisione sofferta, ma che è stata presa in primo a luogo tutela della salute di tutti, un bene al di sopra di qualunque altra considerazione, anche alla luce della serie infinita di lutti che hanno colpito il nostro territorio ed anche, dolorosamente, le file della nostra associazione».

Quindi la decisione: la 93ª adunata nazionale di Rimini e San Marino, «anche in considerazione del grande lavoro preparatorio che era di fatto già ultimato», slitterà a maggio 2021, mentre la 94ª, prevista nel 2021 a Udine, slitterà al 2022.

Il consiglio direttivo nazionale dell’Ana, «assumendo pur a malincuore la decisione – dice il presidente Sebastiano Favero – ha espresso profonda gratitudine a quanti hanno lavorato e a quanti ancora lavoreranno per queste adunate e si è detto certo che gli alpini sapranno accettare la scelta col senso di responsabilità che li contraddistingue, mantenendo saldi i loro valori e nell’auspicio di tornare presto alla normalità: confortati in questo – ha concluso – dal consolidarsi dell’affetto e della riconoscenza che il Paese nutre per le penne nere, protagoniste anche in questo anno difficile di azioni solidali meravigliose».

Il presidente della sezione di Udine, Dante Soravito De Franceschi, era stato “preallertato” alcuni giorni fa. A sua volta aveva contattato tutti i presidenti delle sezioni del Friuli Venezia Giulia per anticipare questa eventualità, precisando che non si sarebbe opposto al rinvio.

«La salute prima di tutto», ha confermato. «La decisione del consiglio nazionale, visto quanto successo, è stata corretta. Ottobre è vicino: anche nella speranza che tutto finisca nel migliore dei modi, sarebbe stato troppo presto per una manifestazione di grande portata come è l’adunata». Il presidente dell’Ana di Udine conferma di aver sentito le sezioni «dopo avere concordato con il consiglio direttivo: se Rimini viene spostata, Udine si adegua».

Il Friuli aveva ottenuto l’adunata non solo perché meritata e mancante da troppi anni, dal 1996, ma anche in ragione di una serie di anniversari: i 45 anni del terremoto, i 100 dal passaggio delle terre dell’impero austro-ungarico all’Italia, il centenario della sezione Ana di Udine, il secolo del trasferimento della salma del Milite Ignoto da Aquileia a Roma.

A tutte queste date si aggiungerà un anno: «Considerata l’eccezionalità del momento va bene così. L’importante è superare questa grande emergenza. Vorrà dire che ne faremo una ancora più grande. Eravamo a buon punto, ma l’emergenza ci ha fermati, come tutti. Il ricordo degli anniversari, come abbiamo fatto in passato, ci sarà comunque. Con grande portata nel 2022. Ma tutte le ricorrenze naturalmente, non vengono meno, senza soffermarci sulle “date tonde”. Rimini era pressoché alle battute finali, aveva già affrontato delle spese, aveva preparato quasi tutto. Non era pensabile avere la precedenza».Come dice il presidente dell’Ana di Udine, dunque, nel 2022 sarà «ancora più adunata, ancora più grande»

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