Ritornano i primi allievi al Civiform, ma incombe il problema degli spazi

L’istituto cividalese conta 600 studenti per 30 classi e in settembre serviranno sedi aggiuntive

CIVIDALE. Sono arrivati con ampio anticipo sull’orario di convocazione, le 9, entusiasti e ansiosi di rientrare a scuola. La pandemia ha ribaltato le prospettive e le dinamiche di sempre, trasformando in luogo ameno, dopo i tre mesi del lockdown, perfino aule e laboratori: non aspettavano altro, ieri, i primi 15 allievi del Civiform (la classe terza del settore grafico, prossima agli esami) che hanno potuto rimettere piede nell’istituto e riappropriarsi, pur con tutte le cautele del caso, degli strumenti di lavoro.

La prossima settimana toccherà ai “colleghi” delle sezioni panetteria-pasticceria, camerieri, impianti elettrici. A 5 classi sulle 30 dell’istituto, che conta 600 allievi (ai quali si aggiungono però i 200 iscritti ai corsi per adulti e i ragazzi dell’annesso centro d’accoglienza per minori stranieri non accompagnati), spetta dunque il compito di testare il ritorno alla didattica a scuola in vista dell’ufficiale ripartenza a settembre.

Civiform s’è attrezzato al meglio, per quanto fra mille difficoltà e con ancora tanti punti interrogativi, a cominciare dal nodo spazi, insufficienti già prima dell’emergenza, figurarsi adesso.

«I percorsi di accesso saranno separati – spiegano il direttore generale Daniele Bacchet e la vice, Chiara Franceschini –: i ragazzi entreranno dall’ingresso sul retro, mentre personale, formatori e visitatori da quello principale». L’iter da seguire all’arrivo, come testato ieri, sarà rigorosissimo: rilevazione della temperatura corporea, sanificazione delle suole delle scarpe, quindi delle mani, consegna dei dispositivi di protezione individuale e di un badge che attesta la conclusione del processo di accettazione, ovvero il completo adempimento delle procedure di sicurezza previste.

«La scorsa settimana – rilevano i vertici di Civiform – i ragazzi prossimi al rientro nei laboratori erano stati formati online sui comportamenti da tenere». In parallelo all’avvio delle attività nella sezione grafica sono stati riprogrammati in sede alcuni corsi per adulti: uno è già partito, altri tre inizieranno oggi. Gli ambienti usati saranno sanificati alla fine di ogni turno, con registrazione dell’avvenuta “bonifica”.

E l’onere è tutt’altro che lieve: «Abbiamo stimato per il prossimo anno maggiori costi per 700 mila euro», sottolinea il direttore Bacchet, la cui maggiore preoccupazione è tuttavia quella degli spazi: «Ne serviranno inevitabilmente di aggiuntivi – sottolinea –, perché se aule da 25 ragazzi ne potranno accogliere, poniamo, 15, allora non sapremmo dove sistemare gli altri. Di certo si procederà anche con la didattica a distanza, con la quale siamo partiti a tempo di record, prima facendoci carico noi della formazione dei docenti e poi avvalendoci di un programma di scala nazionale. Per il prossimo anno abbiamo in previsione un investimento di 150 mila euro in tecnologia informatica».

Ma resta, appunto, l’imperativa necessità di reperire sedi aggiuntive per le lezioni. E per evitare assembramenti nelle aree comuni, la mensa per esempio, saranno studiate attentamente strategie idonee: «Stiamo perfezionando il piano, ma il più è fatto», commenta Bacchet.

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