Spese tagliate in Consiglio regionale: in sette anni sono calate del 37 per cento

Diminuiti dell’86% anche i fondi assegnati ai gruppi. La politica del risparmio è iniziata con la riduzione di 10 consiglieri

Le spese per la politica, tanto invise al cittadino comune, in Friuli Venezia Giulia continuano a calare. Lo certifica l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale che ieri ha approvato il rendiconto dell’esercizio finanziario 2019, un “bilancio consuntivo” che si caratterizza per una serie di segni meno: dal 2012 la riduzione è pari al 37 per cento.

Nel corso degli ultimi sette anni infatti il costo dell’assise di piazza Oberdan ha subito una forte contrazione: dai quasi 10 milioni di euro del 2012 le competenze dei consiglieri sono passate l’anno scorso a 6 milioni e 300 mila, contenute del 37%, mentre i contributi ai gruppi sono precipitati nello stesso arco di tempo da 3 milioni e 400 mila euro, ridotti di ben l’86%. Effetto di precise scelte compiute prima dall’amministrazione Tondo, con il taglio dei numero dei consiglieri portati da 59 a 49, e proseguite nell’era Serracchiani, con la cancellazione dei vitalizi e la sforbiciata alle spese dei gruppi consiliari.


Durante la scorsa legislatura, l’amministrazione di centrosinistra era intervenuta così sui principali centri di costo, come promesso in campagna elettorale, stringendo i cordoni della borsa ai gruppi e cancellando i vitalizi con una notevole riduzione di spesa per singolo consigliere. Evidente sulla lunghezza, il decremento meno apprezzabile anno su anno, nel 2019 rispetto al 2018 infatti i contributi ai gruppi sono calati di soli 20 mila euro, mentre il costo dei consiglieri in carica e dei vitalizi è di poco aumentato, rispettivamente dell’1% e dello 0,8%. Numeri che saluta con favore il presidente del consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, che rivendica da parte dell’assemblea grande attenzione rispetto ai costi della politica. «È una delle priorità – afferma – nell’ottica di garantire il migliore servizio ai cittadini. Rispettando, nel contempo, i parametri di una corretta ottimizzazione delle risorse. Stiamo affrontando momenti estremamente impegnativi – continua l'ex sindaco di Talmassons – e serve grande attenzione al fine di sostenere concretamente la ripartenza del nostro sistema socio-economico».

Dati alla mano, va all’incasso il segretario regionale del Pd, Cristiano Shaurli. Per il democratico, il progetto di rendiconto approvato ieri dall’Ufficio di presidenza, di cui lui stesso fa parte, testimonia la bontà delle «scelte, anche difficili, operate durante la scorsa legislatura e gli impegni mantenuti con i cittadini: vitalizi completamente aboliti, risorse ai gruppi politici ridotte di circa il 90% e costo dei consiglieri inferiore del 37%». «Forse, come dice qualcuno, i costi della politica non interessano più, ma per me – afferma il consigliere – contano scelte e numeri, ancor più se ufficiali come questi. Il resto sono chiacchiere e ne ho sentite tante per giustificare nuovi portavoce o nuovi consigli d’amministrazione in quota Lega».

Shaurli rincara ancora la dose. «Non mi piace il populismo, ma non mi piace nemmeno il “sono tutti uguali”, ancor di più in questi momenti difficili» afferma ricordando che «una prima riduzione nel numero dei consiglieri fu fatta nel 2013 da Renzo Tondo e gli va riconosciuto. Oggi però vediamo nero su bianco gli esiti delle scelte del Pd e del centrosinistra, che ogni anno – conclude il leader democratico – portano oltre 5 milioni di euro nelle casse della Regione e una riduzione dei costi della politica che non ha precedenti e che stride con gli atteggiamenti dell’attuale maggioranza a traino Lega». Un modo, in altre parole, per rivendicare la bontà del lavoro svolto nel quinquennio 2013-2018 nel campo del contenimento della spesa e, allo stesso tempo, di lanciare una stoccatina all’attuale amministrazione di centrodestra che guida la Regione ormai da oltre due anni. —


 

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