Rapinatori in azione con la mascherina: due colpi in casa, minacciate anziane sole

I banditi erano in tre o quattro a volto coperto. È successo nella tarda serata di sabato, a Gemona, in via Cavazzo, e a Lauco, in località Vinaio, in casa di due novantenni

GEMONA. Erano in tre o quattro e hanno agito con il volto coperto e con indosso anche una mascherina anti Covid-19. Le hanno sorprese nella tranquillità della loro casa e rapinate dopo essere riusciti a forzare porte o finestre.

È successo nella tarda serata di sabato, a Gemona, in via Cavazzo, e a Lauco, in località Vinaio, in casa di due anziane novantenni. Probabilmente si tratta della stessa banda, che, come detto, ha agito prima a Gemona e poi anche a Lauco. Il modus operandi adottato è il medesimo.


A Gemona, i rapinatori sono entrati dopo aver forzato una porta che non era stata chiusa a chiave dall’anziana. Erano da poco passate le 22. La donna, cui è stato intimato di non muoversi e di consegnare tutto ciò che aveva in casa, ha riferito ai militari dell’Arma che i rapinatori erano in tre o quattro, che avevano il volto coperto e che indossavano anche una mascherina anti Covid-19.

Una volta portato via il denaro e anche alcuni monili in oro la banda si è allontanata senza essere vista e probabilmente si è diretta a Lauco, dove, attorno alle 23.30, in località Vinaio, è stata presa di mira un’altra anziana novantenne. In questo caso per entrare è stata forzata una finestra della casa. Hanno agito nello stesso modo. Alla donna è stato imposto di restare in silenzio, senza fare alcun rumore, e di consegnare i soldi e i gioielli. Poi i malviventi sono scappati nel cuore della notte.

Sul posto sono accorsi i carabinieri della Compagnia di Tolmezzo, guidata dal capitano Diego Tanzi. Non si è reso necessario l’intervento del personale sanitario. Le due anziane, comprensibilmente scosse, non hanno subito violenza fisica. Resta un fatto grave.

Il sindaco di Gemona, Roberto Revelant, informato in merito all’accaduto, commenta: «Sono fatti che non si vorrebbero mai nemmeno sentire. Purtroppo, negli ultimi anni, anche questa terra ha subito un numero importante di atti criminosi, di cui probabilmente, fino a venti o trent’anni fa, non avevamo notizia. Sebbene si possa considerare un territorio tranquillo, in cui si vive bene e in sicurezza, quanto accaduto ci pone di fronte ad alcuni interrogativi. Sarà necessario aumentare l’attenzione sul territorio. Una cosa è certa: questi malviventi vanno identificati e assicurati al più presto alla giustizia per evitare il ripetersi di simili episodi».

Condanna l’accaduto anche il sindaco di Lauco, Olivo Dionisio. «Sono piccoli paesi popolati da poche persone. Dispiace sentire queste cose – sono le parole del primo cittadino – ai danni di persone anziane e del tutto indifese. Non oso pensare allo spavento, un vero e proprio trauma. Ai cittadini raccomandiamo di segnalare sempre l’eventuale presenza di persone sospette alle forze dell’ordine. Nei mesi scorsi abbiamo organizzato, assieme alle forze dell’ordine, alcuni incontri rivolti soprattutto alle fasce più deboli per sensibilizzare la popolazione. Faremo in modo di riproporli in futuro. Non risolverà il problema – conclude Dionisio – ma sarà sicuramente un aiuto». —




 

Focaccia integrale alla farina di lenticchie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi