Paluzza e San Vito difendono l'ex cavaliere Santoianni: "Strumentalizzazioni bassissime"

La reazione del sindaco di Paluzza, che condanna le polemiche.  A settembre il dirigente deciderà se mantenere l’incarico

PALUZZA. Nessuna pressione, no. Il passo indietro è frutto di una riflessione fatta da chi ha «una personalità spiccata, forte, e le idee chiare». Le polemiche politiche? «Di basso profilo, che nulla hanno a che fare con il dolore dei familiari e con le difficoltà di chi ha affrontato la pandemia». Parola di Massimo Mentil, sindaco di Paluzza, il Comune che esprime il presidente della casa di riposo Brunetti, Stefania Tassotti, e che dà la linea assieme con le amministrazioni di Arta Terme, Cercivento, Paularo, Sutrio, Treppo Ligosullo, il parroco di Paluzza e un discendente della famiglia Brunetti.

Non usa parole a effetto Mentil. Eroi, angeli, errori, colpe, si vedranno. Il sindaco racconta il suo rapporto con Alessandro Santoianni, il direttore generale della Brunetti, che ha rifiutato l’onorificenza, arrivato a Paluzza nel settembre 2019 su proposta di Tassotti, con l’ok del Cda, e in scadenza a settembre 2020. È stato Santoianni ad avvisarlo dopo aver già compiuto quel passo indietro che per Mentil merita rispetto, «un gesto forte, coraggioso, che pochi farebbero». D’essere sorpreso dalla rinuncia, però, no, il sindaco non può dirlo. Lui che nel giorno in cui si seppe del riconoscimento assegnato dal Capo dello Stato, mercoledì scorso, si trovò a fare le congratulazioni a Santoianni – «la mia stima nei suoi confronti la dimostro ogni giorno, con il lavoro», ripete il sindaco – ma anche a rispondere a chi, soprattutto parenti di ospiti della Brunetti, gli chiedevano conto di una scelta di cui Mentil ha soltanto preso atto.



"Strumentalizzazioni ingiuste"
«Il clima che si è creato a Paluzza, tra la gente, provata da un’emergenza mai vista e da 20 morti nella casa di riposo – ammette Mentil – ha indotto il direttore a una riflessione. Sapevo che sarebbe stato oggetto di ingiuste strumentalizzazioni. È sbagliato alzare il dito e puntarlo contro il primo che capita, nessuno può giudicare quanto accaduto. Proviamo, soprattutto i politici – aggiunge Mentil –, a fare un salto di qualità, se la pandemia davvero ci ha insegnato qualcosa. Se invece non ci ha insegnato nulla, allora, allargo le braccia. Santoianni lavora così come ha compiuto il passo indietro: senza paura, con capacità e con la forza di chi si assume le sue responsabilità, nel bene e nel male». Settembre è dietro l’angolo, Mentil sospira, e dice «deciderà Santoianni se essere disponibile a proseguire alla Brunetti». Come nel suo stile.


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La voce degli operatori di San Vito
Francesca Leschiutta, la coordinatrice infermieristica della casa di riposo parrocchiale di San Vito al Tagliamento, ha condiviso fatiche, paure, gioie – anche il cavalierato – con Alessandro Santoianni e con tutti i 180 dipendenti della residenza. La sua voce oggi è quella di tutto il personale: «Siamo costretti ad accettare la decisione del direttore, pur non condividendola perché lui quell’onorificenza se l’è merita insieme a tutti noi – sono le sue prime parole –. Tutti i protocolli che ha messo in atto, quando ancora non c’erano quelli dell’Azienda sanitaria e della Regione, e che ci hanno portato ad avere zero contagi, sono gli stessi applicati a Paluzza. Bastava che uno di noi, il giorno in cui ci siamo chiusi nella struttura, fosse positivo senza saperlo e le cose sarebbero andate diversamente».



"I dispositivi? Sempre avuti"
E Francesca tiene a precisare una cosa: «Come ho cercato di rispondere sui social a chi criticava, noi lavoriamo in una casa di riposo privata, i dispositivi di protezione li abbiamo sempre avuti. Se non sbaglio Paluzza è un Asp, per cui chi oggi accusa per la mancanza di mascherine e guanti dovrebbe chiedere conto all’azienda. Il direttore non è un medico nè un infermiere, non ha competenze e responsabilità sanitarie sullo stato di salute degli ospiti. Le critiche che ha ricevuto sono immeritate».

Il cda: "Meritava il riconoscimento"
Da parte del cda della casa di riposo, il presidente monsignor Dario Roncadin conferma «la professionalità e la dedizione al lavoro che Alessandro e tutto il personale hanno dimostrato in questi mesi difficili e che hanno portato al riconoscimento da parte del presidente della Repubblica». Il sindaco di San Vito, Antonio Di Bisceglie, esprime «tutto il mio disappunto rispetto a volgari prese di posizione che hanno condotto il direttore a un passo così forte, a rinunciare a un meritatissimo riconoscimento.Da una parte sono disgustato dal tenore delle accuse, dall’altra vicino a Santoianni nella sua decisione, laddove questa, pur se da me non condivisa, mostra il valore della persona».

 

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