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Partorisce all'alba e poche ore dopo discute la tesi di laurea nella sua stanza d’ospedale

Udine: emozione doppia per Elisa Floreani, neomamma e dottoressa per la seconda volta. Si è collegata con l’università dal computer dieci ore dopo la nascita di Riccardo

UDINE. Ha visto nascere il suo primo figlio, Riccardo, un bimbo da 3,180 chilogrammi, dopo una nottata di dolori e paura. Poi, qualche ora più tardi, si è fatta bella - un filo di trucco sul viso, l’abito elegante al posto della vestaglia – per mettersi davanti al pc e discutere dalla piattaforma Teams la sua tesi di laurea.

Se lo ricorderà a lungo giovedì 11 giugno, Elisa Floreani, 29 anni, di Tolmezzo, che è diventata mamma e dottoressa magistrale in Scienze della formazione primaria all’università di Udine in poco meno di 11 ore.



Al suo fianco, nei limiti di quanto consentito dalle normative, il marito Alessandro Pampagnin, 31 anni, originario di Cavazzo Carnico: «È stata davvero una giornata particolare... ma lei e il bambino stanno bene».

Tutto è cominciato mercoledì. «Eravamo all’ospedale di Udine per un monitoraggio preliminare in vista del cesareo in programma lunedì e una verifica non prevista sulla glicemia l’ha costretta a rimanere sotto osservazione – racconta il neopapà –: è stata una fortuna perché proprio durante la notte si è verificata un’emorragia ed è stato possibile intervenire d’urgenza».



Elisa vive momenti di sofferenza, ma la gioia ha il viso di Riccardo, che nasce alle 4.57. «Era felice, emozionata e nonostante lo spavento preso, anche piena di energie», aggiunge il marito.

Talmente in forze e piena di adrenalina da affrontare con il sorriso sulle labbra la discussione della tesi di laurea – il titolo era “La mindfulness in ambito educativo” – prevista attorno alle 14.30. «Le ho portato il vestito elegante, si è truccata un po’ e dal letto ha esposto la sua tesi ai professori connessi – racconta ancora Alessandro –. Io e la sua compagna di stanza abbiamo assistito alla discussione, ma si è tolta gli auricolari soltanto per farci sentire la proclamazione».

Laureata da un letto d’ospedale: possibile solo con didattica a distanza. «Senza la dad, in effetti, Elisa avrebbe dovuto rimandare tutto a luglio – conferma il relatore, Cristiano Crescentini –. È stata davvero una situazione eccezionale.

Abbiamo potuto vedere le slide della sua tesi, ma anche il cuore che celebrava, accanto al letto, la nascita di Riccardo: al di là della comunicazione verbale, noi professori siamo riusciti a cogliere tutta l’umanità di quel momento e ci siamo emozionati. La didattica a distanza ci ha permesso di connetterci anche emotivamente».

Questa è la seconda laurea, dopo quella in Economia aziendale, per Elisa. «La strada che aveva intrapreso non la appassionava, così ha scelto di dedicarsi ai bambini, che ha sempre amato molto – riferisce il marito, che può incontrare per soli 15 minuti la moglie e per 20 il bambino –: ha concluso questo percorso di studi in anticipo e siamo tutti molto orgogliosi di lei». Il giorno del rientro a Tolmezzo, dove vive la coppia, sposata dal 2018, non è ancora deciso.

«Valutiamo giorno per giorno come vanno le cose, vedremo più avanti come festeggiare – conclude il papà –. Il mio grazie e ancor di più quello di Elisa vanno a tutto il personale dell’ospedale e dell’università che hanno reso possibile tutto questo». —
 

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