“Immuni” è come i guanti di lattice: probabilmente non serve a nulla

In questa società, e in quella che verrà, la privacy non esiste più. Il problema vero, però, è che l'app serve a poco o a nulla, come i guanti o le mascherine o l’igienizzazione delle mani. Insomma l’ennesima contraddizione

Avrei scaricato la App Immuni, perchè sono curioso e ho uno spiccato senso civico. Ma, almeno per adesso, il Friuli Venezia Giulia non è fra le regioni che la sperimentano. Il problema della privacy violata non mi preoccupa.

È un finto problema: ho lo smarthpone, il telepass, il bancomat e la carta di credito. E poi sono sui social: “sanno” anche qual è il mio aceto balsamico preferito. In questa società, e in quella che verrà, la privacy non esiste più. Il problema vero, però, è che “Immuni” serve a poco o a nulla, come i guanti (per l’Iss vanno indossati per l’Oms sono pericolosi) o le mascherine (a marzo erano inutili ora vitali) o l’igienizzazione delle mani (L’Iss: non esagerate con i gel). Insomma l’ennesima contraddizione.

In Italia al massimo il 66 per cento dei telefonini ha le caratteristiche tecniche (smartphone) per renderla funzionale. Un terzo della popolazione resta esclusa in partenza e, per buona parte, si tratta di persone anziane, a quanto pare le più a rischio. Quelli che, invece, hanno uno smartphone devono possedere un modello compatibile.

Per adesso non lo sono Huawei e Honor. Ma non è sicuro di poterla usare neppure chi ha un altro tipo di telefonino: l’app usa la tecnologia per le notifiche messa a disposizione da Apple e Google. Questa tecnologia determina i requisiti di sistema per scaricare e usare Immuni, e non è compatibile con versioni precedenti di iOS, Android e Google Play Services.

Quindi, per esempio, sono esclusi gli smartphone con sistema operativo Android che non hanno il Bluetooth Low Energy. Ma sono esclusi anche alcuni iPhone se non è stata scaricata la versione 13.5 o superiori. A questo punto si potrà obiettare: che problema c’è?

Basta scaricarla. Sarebbe bello in un mondo che non bada esclusivamente ai consumi: i “vecchi” telefonini di due o più anni non sempre reggono gli aggiornamenti, si “piantano”. Sono lenti. E non a caso molti preferiscono “restare indietro”. Non vogliono essere obbligati a comprare un nuovo telefonino. L’ultimo modello. La percentuale di chi non avrà Immuni aumenta e si avvicina al 40 per cento.

Ma per lo Stato il sistema per avere una qualche utilità deve essere diffuso fra almeno il 60 per cento della popolazione: guarda caso ci siamo. Poi c’è l’aspetto pratico. Immuni è affidata alla discrezionalità dei cittadini, fatto contestato per esempio dal governatore Massimiliano Fedriga che per questo ha deciso che la nostra regione non sperimenterà Immuni.

Ecco come funziona. Il signor Paolo va a bere un aperitivo. Nel tavolino vicino al suo siede Daniela. Naturalmente entrambi hanno uno smartphone e la App. Il giorno dopo Paolo inizia a stare male, fa il test: positivo. Avvisa il medico, inizia l’isolamento. A questo punto un operatore propone a Paolo di usare l’App per segnalare il suo caso, in modo che possano essere avvertiti gli altri Immuno-dotati incrociati nei giorni precedenti (il tracciamento avviene attraverso segnali bluetooth).

Paolo accetta: comunica la provincia in cui risiede e indicativamente il giorno in cui ha cominciato a sentirsi male. L’operatore fa partire i messaggi che avvisano Daniela: sei entrata in contatto con un “positivo”. Non saprà chi è. Ognuno ha un proprio codice. Il signor Paolo, però, ha a disposizione un’altra ipotesi: potrebbe decidere, per un qualsiasi motivo, di non usare l’App.

È il motivo per cui il governatore Fedriga contesta la validità di questa App: si passerà da una gestione affidata ai Servizi sanitari a un'azione diretta (e priva del supporto di professionisti) dei cittadini. Una soluzione poco avveduta che rischia di generare panico.Se può consolare Immuni non costa nulla allo Stato: è stata donata dalla Bending Spoon, società fondata nel 2013 a Copenaghen da quattro 35enni italiani e un qapolacco, attualmente con sede a Milano.

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