Troppi vincoli e regole da far rispettare: in Friuli rinviata una sagra su due

Organizzatori bloccati dalle misure anti Covid. Il presidente Pezzarini: pronti a chiarire i dubbi, ma poi ognuno decide in libertà

UDINE. Distanze di sicurezza, mascherine, guanti, pulizie e casse inscatolate tra le barriere. Troppi vincoli: almeno la metà delle sagre gettano la spugna. Se le stime della Pro loco regionale saranno confermate, nell’estate 2020, il coronavirus rischia di dimezzare gli eventi più amati dai friulani.

Le Pro loco regionali hanno in calendario circa un centinaio di sagre, mediamente 30 al mese, tranne qualche rara eccezione – la festa dei fiori a Sacile è una di queste – gli eventi previsti a giugno non saranno organizzati e degli altri sarà garantita circa la metà. Tra queste il Festival di Majano.

LE LINEE GUIDA PER LE SAGRE AL TEMPO DEL COVID-19

  • Installazione di adeguata informazione (segnaletica, cartellonistica e sistemi audio video) sulle misure di prevenzione in più lingue
  • Evitare gli assembramenti di persone con accessi ordinati e, se del caso, contingentati
  • Assicurare 1 metro per i clienti e il personale e almeno un metro di distanza tra le persone ad eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare
  • Dotare le postazioni dedicate alla reception e alla cassa di barriere fisiche
  • Favorire modalità di pagamento elettronico e gestione delle prenotazioni online
  • Mantenere un registro delle presenze per 14 giorni
  • Rendere disponibili prodotti disinfettanti per i clienti e il personale
  • Tutti devono indossare la mascherina
  • Pulire spesso gli ambienti
  • Nel caso di acquisti con scelta in autonomia vanno indossati i guanti

Una via d’uscita percorribile, sperimentata ieri a Vivaro, è quella della festa senza chioschi o della camminata nei luoghi più caratteristici del Friuli. «Ogni Pro loco è libera di decidere come comportarsi» sottolinea il presidente Pro loco regionali, Valter Pezzarini, nel ricordare che l’unica indicazione data è stato il rispetto delle norme di sicurezza.



Dalla fiera regionale del vino, che avrebbe dovuto tenersi a Buttrio dal 4 al 7 giugno scorsi, alla festa delle erbe di San Giovanni a Barcis. Questi sono solo due esempi delle sagre rinviate al 2021 anche se quella del vino, alla fine, è stata simbolicamente attuata con un brindisi su Facebook.

All’appello è venuta meno pure la sagra del vino di Casarsa nonostante gli organizzatori auspichino ancora di riuscire a garantire la selezione vinicola “Filari di bolle”. Pure il Comitato regionale a Villa Manin spera di poter recuperare «Sapori pro loco» rinviata lo scorso maggio.

Analoga la sorte della festa del vino di Bertiolo con gli organizzatori costretti dall’epidemia da SarsCov-2 a dire: «Scusate quest’anno non ci sarà». Si è salvata, ma solo in parte, la festa della Renga di Tamai: iniziata il 4 marzo avrebbe dovuto concludersi lo scorso 15 marzo. Il condizionale è d’obbligo perché l’evento è stato interrotto dal virus.

«Le linee guida delle Regioni e l’ordinanza del presidente Fedriga forniscono le regole alle quali le associazioni dovranno attenersi, garantendo il fondamentale rispetto del distanziamento sociale e l’utilizzo dei sistemi di protezione individuale» sottolinea il presidente delle Pro loco regionali auspicando di veder invertire la tendenza. Non a caso punta sugli incontri online con alcuni consulenti organizzati per sciogliere ogni dubbio in tema di sicurezza.

«Le Pro loco potranno iscriversi gratuitamente: i webinar a numero chiuso chiariranno gli eventuali dubbi evidenziando come sia fondamentale rispettare le direttive per non incorrere in conseguenze legali. Inoltre – aggiunge Pezzarini – per gli enti del terzo settore organizzeremo altri incontri attraverso lo sportello Sos Eventi, offrendo la nostra disponibilità e collaborazione al Centro servizio volontariato del Csv, come abbiamo fatto nei mesi scorsi».

Pezzarini ribadisce, infine, che «c’è chi intende confermare la propria sagra estiva e chi invece ha già posticipato l’evento al prossimo anno: in questo momento a noi interessa informare sulle regole sanitarie che vanno rigorosamente rispettate.

Sarà la singola Pro loco a valutare e a decidere se organizzare o meno la festa». Forte della qualità che ha caratterizzato le passate edizioni, Pezzarini è categorico: «Deve essere chiaro a tutti che la singola Pro loco è garante nonché responsabile a livello penale del rispetto della sicurezza sanitaria da parte dei visitatori e degli operatori volontari. Per questo vogliamo tutelare le nostre associate con una corretta e completa informazione». —




 

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