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Udine, raddoppiano le telecamere, anche con il riconoscimento facciale: strada per strada, ecco dove saranno installate

L'assessore Ciani: "Si tratta dell'implementazione più importante di sempre"

UDINE. Se domani la polizia dovesse dare la caccia a un uomo che indossa i jeans e una giacca blu le nuove telecamere che saranno posizionate in città potrebbero individuarlo. La giunta ha approvato il piano sicurezza che prevede di potenziare l’impianto di videosorveglianza attraverso l’installazione di 67 nuove telecamere. Dalle attuali 75 si passerà quindi a 142, molte delle quali saranno dotate dei sistemi più avanzati di riconoscimento.

«Ma per sfruttare appieno le nuove tecnologie del riconoscimento facciale - precisa l’assessore alla Sicurezza Alessandro Ciani - dovremo attendere il via libera del garante poiché al momento la legge sulla privacy non consente di utilizzare quel tipo di elaborazione». La spesa prevista è di 673 mila euro, di cui 400 di contributo della Regione. L’intenzione del Comune - fa sapere il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Loris Michelini - è quella di fare la gara quest’anno per poi realizzare l’intervento nel 2021.





«Si tratta - sottolinea l’assessore - del più grande intervento di questo genere nella storia della città. Andremo a rendere più funzionale il sistema di conservazione delle immagini raccolte, che confluiranno in un unico archivio, compatibile sia con le nuove telecamere, sia con quella già esistenti, in modo da facilitare la consultazione a parte della Polizia locale e delle forze dell’ordine. Andremo inoltre a implementare gli strumenti di video-analisi, come il riconoscimento di mezzi e individui (e un domani il riconoscimento facciale) sulla base di filtri come l’età, il sesso, gli abiti, l’orario, attraverso l’utilizzo di software di analisi forense, vera novità di questo intervento, che rappresenta una vera e propria rivoluzione, perché ci permette una copertura omogenea su tutto il territorio udinese, dal centro alle periferie, garantendo così una prevenzione efficace della criminalità e il riconoscimento di chi si è reso responsabile di illeciti. Le telecamere sono in questo senso uno strumento non di controllo, ma di tutela di tutti i cittadini per bene».



Attualmente sono presenti in città 75 telecamere di videosorveglianza, che diventeranno quindi 142, e 11 sistemi di lettura targhe che sono in grado di segnalare se l’auto è in regola con l’assicurazione e la revisione. «Le nuove telecamere - spiega Ciani - saranno collegate alla piattaforma di videosorveglianza Vms (Video management server) genetec security center già utilizzata per la gestione delle attuali telecamere».
L’ampliamento del sistema procederà per step: all’installazione seguirà il completamento della piattaforma software esistente, che sarà implementata con il software di analisi forense; quest’ultimo verrà a sua volta esteso alla verifica di eventi e alla ricerca di persone e mezzi attraverso filtri configurabili; infine potrà essere installato lo strumento del riconoscimento facciale.

Al momento l’installazione delle telecamere in grado di riconoscere i volti delle persone riprese è prevista in piazza Primo maggio (tre in tutto di cui due sulla salite pedonale verso il castello) e in via Roma (due verso viale Europa Unita e due verso piazzale della Repubblica). A individuare i siti che saranno monitorati è stato il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. L’organismo, presieduto dal prefetto Angelo Ciuni, riunisce tutte le forze dell’ordine (oltre al rappresentante del Governo ci sono il questore Manuela De Bernardin Stadoan, il comandante dei carabinieri Alfredo Vacca, il comandante della Guardia di finanza Sergio Schena e il comandante della Polizia locale, Eros Del Longo) ed è in quella sede che sono state analizzate le diverse criticità emerse. «Abbiamo sempre operato condividendo le finalità e le scelte operative - aggiunge Ciani - con l’obiettivo di sfruttare al meglio le risorse disponibili».

E sempre nell’ottica di utilizzare al meglio i fondi, Michelini spiega come il sistema potrà in futuro anche essere ulteriormente implementato: «Abbiamo creato - afferma - l’infrastruttura sulla quale potremo poi ampliare il sistema di videosorveglianza. Ogni nuova telecamera, come anche quelle già esistenti, si appoggerà d’ora in poi al nuovo sistema, permettendoci, come abbiamo fatto oggi, di aumentare in maniera significativa il numero dei dispositivi collegati. Questo è quindi solo l’inizio di un percorso che renderà Udine più sicura e a misura di famiglia: se dovesse emergere la necessità di un nuovo impianto potremo installarlo rapidamente».

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