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Non ci fu tentata rapina alla “Foghera”: assolti dopo cinque mesi agli arresti domiciliari

Latisana, tre uomini erano stati accusati di aver picchiato un volontario per portare via tutto l’incasso: uno condannato per lesioni

LATISANA. Per tutti e tre l’accusa era di concorso in tentata rapina aggravata e lesioni personali ai danni di uno degli organizzatori della “Foghera tal Timent”, organizzata, lo scorso mese di gennaio, a Pertegada.

Il giudice delle indagini preliminari di Udine, Daniele Faleschini Barnaba, valutata la posizione dei tre indagati, aveva applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari per Omar Prataviera, 41 anni, di Pertegada, e Cristian Ferrari, 41, di San Michele al Tagliamento, in quanto accusati di essere gli autori materiali dei reati. Obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria, invece, per Davide Lazzarini, 32 anni, di Gorgo, per la sua minore partecipazione ai fatti.

Venerdì 19 giugno il tribunale collegiale, presieduto dal giudice Paolo Milocco (a latere i colleghi Roberto Pecile e Rossella Miele), ha assolto Omar Prataviera dall’accusa di rapina aggravata mentre lo ha condannato al pagamento di 1.500 euro di multa per il reato di lesioni aggravate per le ferite causate a uno degli organizzatori dell’evento.

«Sono state accolte le richieste difensive che escludevano la volontà di rapina contestata nel capo di accusa – spiega l’avvocato Fabio Crea, del Foro di Treviso, che difende Prataviera –. A nostro avviso, la misura cautelare inizialmente applicata era eccessiva, come dimostrato dalla sentenza. Pur rammaricato per aver trascorso cinque mesi ai domiciliari, il ragazzo è soddisfatto».

Assolto con formula piena «perché il fatto non sussiste» Davide Lazzarini, accusato di aver fatto da palo. Accusa che però l’avvocato Nino Orlandi, che ha difeso Lazzarini nel processo penale avviato a suo carico, è riuscito a smontare. «Il tribunale di Udine – commenta l’avvocato Orlandi – è stato molto coraggioso nell’assolvere due imputati condotti a processo mentre erano da cinque mesi sottoposti a misure cautelari».

Cristian Ferrari, difeso dall’avvocato Bruno Cattelan, è accusato, assieme a Prataviera, di essere l’autore materiale dei reati. Ha scelto il giudizio abbreviato davanti al gup. L’udienza sarà celebrata il prossimo 2 luglio.

Lo scorso mese di gennaio, comparsi di fronte al gip, Lazzarini e Ferrari avevano scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Diverso l’approccio di Prataviera, che aveva fin da subito negato il tentativo di rapina, sostenendo una diversa versione dei fatti.

Per giustificare l’apertura del registratore di cassa all’insaputa degli organizzatori – operazione avvenuta attraverso l’emissione di scontrini con importo zero –, Prataviera aveva parlato di una mera disattenzione di Ferrari nell’azionare il registratore, della non meno accidentale emissione degli scontrini e della conseguente involontaria apertura del cassetto.

Nell’impossibilità di negare lo schiaffo dato al volontario intervenuto non appena notati armeggiare attorno alla cassa, Prataviera aveva poi riferito di averlo fatto come reazione all’accusa di furto che gli era stata mossa.

Prataviera e Ferrari si erano poi allontanati dall’area festeggiamenti e, raggiunto Lazzarini, erano saliti sulla Fiat 500 di Prataviera, lasciando che a guidarla fosse lo stesso amico rimasto fuori dello stand. —


 

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