Addio a Fiorendo Andrin, fu consigliere per 15 anni

Eletto a Codroipo con la Dc nel 1975, aveva 87 anni. Imprenditore, fondò la società di calcio a Rivolto. Il sindaco Marchetti: un maestro di vita

CODROIPO. Rivolto è in lutto per la scomparsa a 87 anni di Fiorendo Andrin, già consigliere comunale, animatore del calcio locale, imprenditore nel settore della falegnameria artigiana, persona generosa e padre di famiglia esemplare.

Una figura di riferimento per il paese e per Codroipo: di lui dice il sindaco Fabio Marchetti: «Un maestro di vita, figure così ce ne vorrebbero ancor oggi: ha dato la vita per gli altri e in particolare per i giovani, che voleva crescessero alla luce dei valori che contano».

Marchetti era “pulcino” nel Rivolto, quando «Fiori ci passava a prendere – racconta –, ancora con i trucioli sui vestiti, per portarci sul campo di calcio, poi passava a casa a cambiarsi in fretta per il consiglio comunale. Uomo saggio, conservava una memoria eccezionale: con lui se ne va un pezzo di storia di Rivolto».

«Veniva da un’infanzia difficile – racconta la figlia Adelina –. Durante la guerra la mamma era mancata per l’epidemia di tifo e lui stesso ne era stato contagiato. Si è fatto una professione con tanta buona volontà, frequentando la Scuola di arti e mestieri che allora a Codroipo era nella casermetta Moro, conservava ancora i disegni.

Sapeva fare di tutto, tanto che il Palaçat, una villa di impianto seicentesco dietro la chiesa di Rivolto, acquistata un pezzo alla volta, l’aveva messa a posto con le sue mani. Nella falegnameria che aveva avviato e fatto crescere si è sempre voluto rinnovare, trattando in tempi recenti anche serramenti in alluminio».

Andrin, eletto nelle file della Democrazia cristiana, è stato consigliere di maggioranza dal 1975 al 1990 durante i mandati dei sindaci Luigino Tempo, Erasmo Moroso, Oddone Di Lenarda e Pierino Donada. Suo orgoglio è stato, accanto al campo di calcio (il cui primo terreno aveva acquistato di tasca sua), veder realizzato l’asilo di Rivolto, per i bimbi del borgo e dei paesi vicini.

L’associazione sportiva l’aveva voluta e contribuito a fondarla con i soldi racimolati a forza di feste paesane e ne era stato presidente, poi anche onorario, sempre felice delle sempre via via più brillanti prestazioni della squadra: in occasione di una importante promozione gli era stata donata una grande coppa.

Andrin era sempre impegnato, fra politica, sport e lavoro, ma aveva alcuni hobby, come fare il vignaiolo (“Vino di Fiori” si leggeva sulle etichette, nella cantina del Palaçat) e il norcino: un buon bicchiere e uno squisito salame di casa non mancava mai per i suoi ospiti.

Lascia addolorati la moglie Giuseppina Di Lenarda, le figlie oltre ad Adelina, che abita a Barcis, Luciana che risiede a Pozzo e Flavia a Rivolto, i parenti e tanti amici.

Venerdì 27 giugno alle 16 sarà celebrato il funerale, il feretro sarà esposto un’ora prima. Il cordoglio di Marchetti: «Anche a nome dei concittadini, giunga ai familiari il sentimento di grata e affettuosa vicinanza mio personale e della giunta».

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