Colto da malore dopo una gita, muore istruttore del Cai

Enzo Troi (a sinistra) assieme ad alcuni amici

Enzo Troi, istruttore di escursionismo del Cai, si è accasciato a Collina di Forni Avoltri dopo una camminata a Passo Volaia

CIVIDALE. Era appena rientrato da una camminata a Passo Volaia, che aveva organizzato e guidato nel suo consueto ruolo di capogita: proprio all’arrivo, mentre accanto alla macchina si stava togliendo gli scarponi, il 61enne Enzo Troi – pilastro della sezione Cai di Cividale, la Monte Nero – si è accasciato al suolo, colto da un malore fulminante rivelatosi purtroppo fatale. Erano circa le 17.

Immediato l’allarme, disperati i tentativi di soccorso da parte dei soci che avevano partecipato all’uscita, fra i quali c’era anche la moglie di Troi, Rosi: quando sul posto è arrivata l’ambulanza, per l’alpinista non c’era ormai più nulla da fare. Il personale sanitario ha comunque tentato una lunga manovra di rianimazione, rivelatasi tuttavia vana.


La terribile notizia è rimbalzata in un attimo dal luogo della tragedia, Collina di Forni Avoltri, a Cividale, dove Enzo Troi era molto conosciuto, soprattutto nell’ambiente degli amanti della montagna.

Fra i primi ad apprenderla è stato il presidente del Cai cittadino, Paolo Cozzarolo, grande amico del 61enne: «Era uno dei soci con maggiore anzianità d’iscrizione – testimonia, sconvolto – ed è stato il nostro unico istruttore di escursionismo, oltre a ricoprire per molti anni l’incarico di consigliere.

Anche a livello regionale è stato uno dei primissimi a specializzarsi nel settore in questione: non a caso è stato vicedirettore del corso per neo-istruttore di escursionismo promosso dalla Società alpinistica friulana, a Udine.

Conosceva alla perfezione tutti gli itinerari esistenti sul territorio regionale, e non solo, e vantava pure esperienze all’estero: spicca quella vissuta sulle montagne peruviane, promossa dal Cai cividalese nel 1989. Ogni domenica organizzava un’uscita per i soci».

Proprio come avvenuto domenica 5 luglio, con una quindicina di amici di vecchia data. Autentico professionista della montagna, sua passione da sempre, Enzo Troi – ricordato come persona preparata, esperta e prudente – era come detto una colonna della Monte Nero, per lui una seconda famiglia: ed è proprio la forza e la durata di quel legame che rende la disgrazia ancora più straziante per i compagni di camminate di una vita.

«Ha guidato migliaia di escursioni – ricorda Claudio Busolini, già presidente del Cai –, sempre con estrema competenza e con grande entusiasmo: ci metteva il cuore.

Era un uomo socievole, di compagnia e molto generoso, che stava bene con tutti e cui piaceva la condivisione: basti dire che alla fine di ogni camminata dal suo bagagliaio spuntavano provviste da condividere con gli amici, per festeggiare il rientro da una bella giornata in montagna. Nel Cai, Enzo aveva trovato la sua dimensione». —

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