Il Marinoni fa i conti: iscrizioni raddoppiate e una raffica di cento

Undici ragazzi col massimo dei voti: in tre con la lode La preside Laura Decio: in pochi anni da 400 a 799 iscritti



Da 400 a 799 iscritti in sei anni, a dimostrazione che in Friuli Venezia Giulia, nonostante la crisi, la professione del geometra è cresciuta in appeal e consensi. È il dato dell’Istituto tecnico Marinoni, di viale Monsignor Nogara, che ha appena sfornato dieci diplomati con 100, di cui tre ragazze con la lode. Insomma, diventare geometra rientra ancora tra le ambizioni dei giovani.


L’ultimo riferimento è un po’ datato – risale al 2016/2017 – , ma secondo il Ministero il 23% degli studenti trova un’occupazione subito dopo il diploma. Molti dei ragazzi, quasi la metà, scelgono invece di proseguire negli studi. I dati, riferiti al 2018/2019, sono chiari: il 42% continua il percorso di studi e si iscrive all’università. «Gli studenti fanno scelte molto diverse – spiega la dirigente scolastica, Laura Decio – , dall’Ingegneria all’Architettura fino alla Geologia applicata; per quanto riguarda l’indirizzo grafico c’è chi punta all’Accademia delle Belle arti».

Intanto, hanno ancora tempo per decidere tra lavoro e studio, i ragazzi che si sono appena messi alle spalle l’esame di Stato. Se il voto medio dei diplomati è 80,5, hanno conquistato cento centesimi: Michele D’Odorico (5A Legno), Monica Beltrame (5B Cat), Simone Finco e Giacomo Munini (5C Cat), Beatrice Buttus (5A GC), Sofia Radakovic (5B GC), Luca Cignolini e Enrico Marega (5A Cat serale). Sono state premiate con la lode Gaia Sattolo (5° Cat), Sara Barrotta e Ketty Bello (5A Legno). Queste ultime due studentesse sono state premiate a Roma per essersi classificate terze al concorso nazionale «I futuri geometri progettano l’accessibilità – Categoria spazi urbani» promosso da Fiaba onlus e da Onlus e da Cngeg in collaborazione con il Miur nell’anno scolastico 2018/2019.

Accantonato da pochi giorni l’esame di maturità, la scuola si trova a ragionare su settembre. «Rispetto all’anno scorso avremo ancora sette prime, quattro di grafica e tre di costruzioni – aggiunge la dirigente – . I decreti rilancio nell’edilizia e il salvacantieri sono state iniziative che hanno dato un po’ di movimento alla professione, dopo un periodo di allentamento».

Ma è guardando al lungo periodo che la scuola mostra i passi in avanti più significativi. «Da quando sono arrivata, sei anni fa, i numeri sono cresciuti di molto – afferma con orgoglio la dirigente scolastica – . Questo perché, nel 2014-15, abbiamo aperto un indirizzo di grafica, che viene vista come una nuova professione, e perché sono stati anche attivati due indirizzi nel serale». E nell’anno scolastico concluso tra mascherine e gel igienizzanti a causa del coronavirus, la questione numeri diventa fondamentale in vista del rientro in classe. «Il problema è che ci mancano aule» ammette Decio: i prossimi due mesi serviranno a trovare le migliori soluzioni per studenti e docenti. —





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