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Covid nei Balcani, il Fvg adotta le prime misure. Più controlli ai confini, il governo prepara la lista nera dei Paesi

Quattro casi positivi di rientro dall'area balcanica in poche ore: monitoraggio anche sui cittadini bengalesi

UDINE. Quattro nuovi casi di Covid-19, tutti asintomatici e tutti riconducibili all'area balcanica. Le preoccupazioni della Slovenia e i cluster in Croazia. Ce n'è abbastanza, se non per l'allarme, quantomeno per l'innalzamento della soglia d'attenzione. Il coronavirus bussa alle porte del Friuli Venezia Giulia, che anche nei mesi di picco della pandemia è riuscito a contenere l'ondata del contagio: ora, con l'estate nel vivo e la mobilità delle persone che inevitabilmente è destinata ad aumentare (per il turismo, ma non solo) urgono accorgimenti che consentano di minimizzare il rischio d'esposizione. La Regione, ma anche i prefetti, si stanno muovendo.

Nuovi casi e sanzioni

«Abbiamo registrato quattro nuovi casi, asintomatici, a Trieste e Pordenone. Tutti in isolamento e riconducibili a provenienze dell'area balcanica. I Dipartimenti di prevenzione proseguono le attività di ricostruzione dei contatti avuti». L'annuncio è dell'assessore alla Salute e vicepresidente della Regione, Riccardo Riccardi.I casi di positività di cittadini provenienti da Paesi dell'ex Jugoslavia ieri sono saliti a cinque e si sommano all'altro contagiato non balcanico - a Pordenone - registrato ieri all'interno dei confini del Friuli Venezia Giulia.

Per quanto riguarda Trieste, i due nuovi casi non hanno legame con le donne che, dopo l'emergere dei primi sintomi, martedì si sono presentate separatamente per il controllo e che ora si trovano in isolamento. Entrambe saranno multate per non essersi sottoposte alle due settimane di quarantena previste dalla normativa italiana, come riporta Il Piccolo. Un atteggiamento che ha scatenato la dura reazione del presidente Massimiliano Fedriga, arrivato non solo a chiedere l'inasprimento dei provvedimenti contro chi non rispetta le regole sull'isolamento fiduciario, ma anche a invitare i cittadini a segnalare la presenza di persone arrivate da uno dei Paesi con alto numero di contagi extra Ue, che tuttavia non abbiano contattato gli enti sanitari competenti.

Anche il nuovo episodio riguarda due donne, la prima delle quali è tornata da un viaggio in Kosovo, contattando subito l'Azienda sanitaria: il personale dell'Asugi ha ritenuto di sottoporla a tampone e il test ha dato esito positivo, pur trattandosi di paziente asintomatica. La seconda è legata invece al focolaio innescatosi da un'impresa triestina di import-export: a quattro dipendenti positivi si sono aggiunti altrettanti contagiati venuti a contatto con essi e il numero sale ora a cinque. Si tratta di una donna che ha avuto contatti con uno dei positivi, ma che finora non era stata sottoposta a tampone, perché partita per i Balcani senza aver modo di partecipare alla prima campagna di tracciamenti seguita all'emergere del focolaio.


Controlli ai confini
Giovedì 9 luglio il commissario di governo per il Fvg, il prefetto di Trieste Valerio Valenti, terrà un vertice per valutare quali misure intraprendere per fronteggiare la situazione. E' verosimile un nuovo aumento dei controlli ai confini, soprattutto a Fernetti, in ingresso dalla Slovenia, con l'obiettivo di intercettare le persone provenienti dall'area balcanica e indirizzarle alle strutture deputate alla scelta delle misure di contenimento per il Covid-19.

Le colf e il fronte del Bangladesh
«Partiamo con un'attività preventiva di informazione capillare, fatta attraverso le associazioni datoriali e i consolati, comunicando la lista dei Paesi dai quali chi proviene deve essere sottoposto a quarantena, assieme al contestuale obbligo di contattare il Dipartimento di prevenzione dell'Azienda sanitaria competente».Lo ha detto il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. Come ha ribadito Riccardi, sebbene il numero dei nuovi contagi (tutti relativi a persone provenienti dall'area balcanica) sia ancora contenuto, non va sottovalutato il rischio che, se il fenomeno non viene tracciato e sorvegliato, possano svilupparsi dei focolai di proporzioni importanti.

«Non ci troviamo di fronte a un contagio che vede la diffusione di casi all'interno degli ospedali o delle case di riposo come è venuto della "fase 1", ma registriamo - ha detto - il fatto che i nuovi positivi sono provenienti dai Paesi dell'ex Jugoslavia. Mentre un altro elemento di attenzione è stato posto sulla comunità bengalese di Monfalcone, in considerazione del blocco istituito dal Governo sui voli dal Bangladesh».In particolare, per quel che riguarda la situazione di Monfalcone, verrà eseguito da venerdì a sabato prossimi, da parte dell'Azienda sanitaria Giuliano Isontina, uno screening (tampone laringofaringeo) sulle persone (circa 300) individuate dal Comune che sono arrivate dal Bangladesh nell'ultimo mese.

La lista nera
Intanto il governo nazionale pensa a una black list per bloccare l'ingresso in Italia da alcuni Paesi, come già accade in queste ore per il Bangladesh. Per questo ci si baserà su alcuni criteri internazionali di valutazione dell'affidabilità dei dati per stilare la lista. Nella quale dovrebbero quasi sicuramente figurare Brasile, Perù, Iran ed Etiopia, mentre in bilico sono India, Moldavia e Ucraina. Due nazioni, queste ultime, che ci riforniscono di badanti, che, se bloccate oltre confine, potrebbero mandare in tilt il welfare "fai da te" di molte famiglie.

L'evoluzione del virus in Fvg
Le persone attualmente positive al coronavirus in Friuli Venezia Giulia (equivalenti alla somma degli ospedalizzati, dei clinicamente guariti e degli isolamenti domiciliari) sono 113, uno più di martedì 7 luglio. Nessun paziente è in cura in Terapia intensiva, mentre i ricoverati in altri reparti sono 8. Non sono stati registrati nuovi decessi (345 in totale).Considerata la rilevazione dei sei nuovi casi di Covid-19, quindi, analizzando i dati complessivi dall'inizio della pandemia le persone risultate positive al virus salgono 3 mila 333: mille 404 a Trieste, mille e 1 a Udine, 710 a Pordenone e 218 a Gorizia. I totalmente guariti ammontano a 2 mila 873, i clinicamente guariti sono 31 e le persone in isolamento domiciliare 74. I deceduti restano 196 a Trieste, 75 a Udine, 68 a Pordenone e 6 a Gorizia. In Alta Austria, intanto, è stato ripristinato l'obbligo di utilizzo della mascherina. --

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