Ecco chi sono i bravissimi dello Zanon e del Deganutti: in trenta raggiungono il 100

Sono sei quelli che hanno conquistato anche la lode. Ora l’attenzione dei dirigenti si sposta sulla riapertura

UDINE. Salutare il passato, con 26 diplomati da cento (5 con lode), e costruire il futuro, in una scuola divisa tra presenza e distanza, almeno fino a che le regole sulla sicurezza lo imporranno. L’istituto Zanon procede spedito nella costruzione della didattica e definisce un cronoprogramma per il rientro a settembre. La prima cosa da fare è salutare i bravissimi, i diplomati con il 100 (e lode). «Il 5 settembre ci sarà un momento dedicato al conferimento delle borse di studio – spiega la dirigente, Annamaria Pertoldi –. Gli studenti che hanno fatto l’esame di maturità si ritroveranno in aula magna, ci saranno i diplomati e le autorità, mentre collegati nelle aule ci saranno i ragazzi iscritti al primo anno. Sarà passaggio di consegne».



L’attenzione si sposta quindi sui nuovi iscritti: 274. La scuola sta pensando a loro. “Avvieremo dal primo settembre attività di potenziamento – sottolinea la preside –. I ragazzi verranno divisi in gruppi da 12 massimo e si dedicheranno a queste progettualità. Impareranno a lavorare con GSuite». Lo Zanon, in contatto con i genitori dei ragazzi delle prime, si è già informato sulla situazione “tecnologica” della famiglia. «In questi mesi abbiamo acquistato i pc per consentire a tutti i ragazzi di svolgere la didattica a distanza – conferma la dirigente – e vogliamo accontentare anche chi arriverà: da quello che abbiamo riscontrato, sono pochi gli studenti che avranno bisogno di un pc in comodato il prossimo anno».



In via Diaz, sede del Deganutti, su 98 alunni sono stati 34 a ottenere all’esame di maturità un voto superiore a 81. Quattro i cento, con una lode. «I risultati sono in media con gli con gli anni precedenti – commenta Maria Rosa Castellano, la dirigente –. All’inizio dell’anno, il primo da preside di questo istituto, avevo pensato a un momento dedicato ai diplomati, ma a causa dell’emergenza non è stato possibile organizzare nulla».

Il coronavirus ha condizionato l’ultima fase dell’anno scolastico e vincolerà anche l’avvio del prossimo. «Il rientro in presenza è quello che vogliamo, ma ci sono difficoltà dal punto di vista strutturale. Al momento stiamo facendo le prove e prendendo le misure delle aule che hanno conformazioni diverse: l’idea è utilizzare qualche laboratorio». Anche le famiglie vogliono sapere come la scuola si organizzerà a settembre. «In base agli interventi che saranno indicati dal tavolo regionale prendiamo le decisioni interne» conclude Castellano.



 

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