Va in giardino per curare le piante, ma si sente male: il marito la trova morta

Sedegliano: si è insospettito vedendo srotolata la gomma per annaffiare, che la signora era solita mettere accuratamente a posto non appena aveva finito di usarla: un istante dopo la drammatica scoperta

SEDEGLIANO. È stata colta da un malore fatale mentre, come ogni giorno, si prendeva cura del suo amato giardino, innaffiando le piante: Alessandra Varutti, che tutti, fin da quand’era bambina, chiamavano Renata, è morta nella sera di giovedì 9 luglio fuori dalla sua abitazione, a Sedegliano. Aveva 63 anni.

A trovarla riversa a terra, sull’erba, è stato il marito Gianni Zuccolotto, pilastro della Croce Rossa locale, che al momento della disgrazia si trovava a San Daniele per prestare assistenza a un anziano.

Non appena rientrato a casa l’uomo, molto conosciuto in paese proprio per il suo lunghissimo e appassionato impegno in campo sanitario, si è insospettito vedendo srotolata la gomma per annaffiare, che la signora era solita mettere accuratamente a posto non appena aveva finito di usarla: un istante dopo la drammatica scoperta.

Forte delle sue competenze nel prestare soccorso Zuccolotto ha disperatamente cercato di rianimare la moglie – lanciando nel contempo la richiesta di soccorso –, ma si è presto reso conto che ormai, purtroppo, non c’era più nulla da fare. Vano, così, l’intervento del personale medico, che non ha potuto far altro che constatare il decesso.

«E pensare – racconta, sconvolto, l’operatore della Cri – che proprio giovedì mattina Renata era stata a fare gli esami del sangue. Più tardi mi aveva chiesto di metterle in moto il decespugliatore, per lavorare in giardino». Stava bene, insomma: nulla poteva far presagire la disgrazia. In pensione da meno di un anno, per la precisione dallo scorso mese di novembre, Alessandra Varutti era stata dipendente della pasticceria Gusparo, a Coseano.

Esperta nella preparazione di dolci e pure abile cuoca, “Renata” – che lascia anche un figlio, Luca, e un nipote – ora si dedicava interamente alla famiglia: «Le piaceva tanto curare il giardino: amava il verde, i fiori. Era un’infaticabile lavoratrice – testimonia sempre il marito – e la generosità era il suo tratto distintivo.

Non appena qualcuno manifestava una necessità lei era sempre, immancabilmente in prima linea». Un esempio di abnegazione, di solidarietà: questo era Alessandra Varutti, che lascia una preziosa eredità umana.

«Siamo profondamente addolorati per l’improvvisa scomparsa della nostra concittadina», dichiara il sindaco di Sedegliano, Dino Giacomuzzi, esprimendo a nome dell’amministrazione civica e dell’intera comunità sentita vicinanza alla famiglia in un momento così difficile.

I funerali saranno celebrati oggi pomeriggio, alle 16, nella chiesa parrocchiale di Turrida. —

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