Manifesto per valorizzare il parco di Sant’Osvaldo

Dal recupero degli immobili a quello delle aree verdi alla creazione di un museo Mercoledì, nel Giardino dei Tigli, tavola rotonda con Belle Arti e Azienda sanitaria

Margherita Terasso

Presentare il “Manifesto del parco di Sant’Osvaldo” e chiedere l’apertura di un tavolo di co-progettazione con tutti i soggetti che hanno portato in passato e vogliono continuare a dare oggi un contributo alla riqualificazione del parco come patrimonio botanico, architettonico, culturale e di memoria. Sono gli obiettivi della tavola rotonda in programma mercoledì 15, alle 17, nel Giardino dei Tigli. L’evento Noi siamo qui” è organizzato da Asufc, Parco di Sant’Osvaldo, Consorzio Cosm, Cooperative sociali Duemilauno Agenzia sociale, Itaca, Irene 3000, Partecipazione, associazioni Arum, È Vento Nuovo, Arci Bar Sport e gruppo artistico CipArt.


Per anni sede dell’ospedale psichiatrico provinciale, dal 1997 il parco di Sant’Osvaldo è non solo un enorme polmone verde in città, ma rappresenta il cuore pulsante di oltre un migliaio di attività e iniziative cui collaborano centinaia tra cooperative sociali, associazioni e tante realtà del terzo settore e no.

«Ventitré anni fa la manifestazione “Dentro/Fuori – Percorsi Creativi ai Confini della Memoria” dava il via all’apertura del parco di Sant’Osvaldo alla cittadinanza – spiegano gli organizzatori – concludendo di fatto il lungo percorso di chiusura dell’ex manicomio come risultato della riforma sancita dalla legge 180 dello psichiatra Franco Basaglia, aprendo le porte verso una maggiore accessibilità dei servizi territoriali della salute mentale». Da quel momento le “Feste d’Estate”: l’evento del 15 luglio darà avvio all’edizione numero 23. «Pensiamo che questo luogo sia importante per la città di Udine, così come è significativa la ricchezza di esperienze che nel tempo hanno creato una rete sociale, culturale e di inclusione lavorativa che attraversa ancora oggi il parco» aggiungono.

Con il Manifesto (a cui chiunque può aderire cliccando sul link https://sites.google.com/view/manifestodelparco) oltre all’istituzione di un tavolo di co-progettazione, gli organizzatori lanciano una serie di proposte: dalla «preparazione di un piano di tutela e manutenzione botanica in collaborazione con la Regione e in sinergia con quanto attuato nei parchi degli ex ospedali psichiatrici regionali» all’«individuazione di spazi per la realizzazione del Museo della memoria, dove la documentazione archivistica, narrativa ed artistica, raccolta nel tempo, sia finalmente consultabile e fruibile dalla cittadinanza». Infine, l’idea è di «definire un programma di salvaguardia e ristrutturazione degli edifici storici e dell’area, anche attraverso la costituzione di un fondo per proseguire i percorsi di Salute e di Integrazione sociale e lavorativa», permettendo così al parco di continuare ad essere luogo d’arte, sport e cultura per la città di Udine e per la salute della collettività.

Parteciperanno alla tavola rotonda di mercoledì – moderata dalla giornalista Gioia Meloni – Simonetta Bonomi, Soprintendente Mibac, Fabrizio Cigolot, assessore alla Cultura di Udine, Marco Bertoli, direttore Dipartimento di Salute Mentale di Udine, Michela Vogrig, presidente Consorzio Cosm, Andrea Maroè, Giant Trees Foundation, Vania Gransinigh, responsabile dei Civici Musei “Casa Cavazzini”, Nicoletta Oscuro dell’Assemblea lavoratrici e lavoratori dello spettacolo del Fvg, Enzo Valentinuz, presidente Opificio330 Ets. Porteranno il loro contributo anche la scrittrice Elena Commessatti, Renato Bosa dell’associazione Italia Nostra, l’insegnante Carla Di Bert e Lucia Piani per l’Università di Udine. –

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