Da Tarvisio fino ad Ancona in monopattino: il tour di Stefano, il vigile urbano che rispetta l'ambiente

Partito il viaggio di un agente della Polizia locale di Venezia. A bordo del mezzo elettrico percorrerà l’Alpe Adria fino a Grado

Ha cercato su internet Austria («Perché l’idea di partenza era di sconfinare e toccare quindi due Stati»). E ha scoperto la ciclovia Alpe Adria, innamorandosene. «Bingo!», deve aver pensato davanti allo schermo del computer nella sua casa di Scorzé Stefano Giusto, 41 anni, agente della Polizia locale di Venezia che ieri pomeriggio è partito dal confine tarvisiano per un originalissimo viaggio in monopattino elettrico che lo porterà nell’arco di tredici giorni fino ad Ancona, tappa finale della sua impresa.

Settecento chilometri filati, tappe quotidiane perché l’agilissimo mezzo (è un Kingsong Ksn8 evo che tocca i 40 chilometri orari, con una potenza di 500 watt) ha un’autonomia di una cinquantina di chilometri, Stefano ha deciso alla fine del mese scorso di cimentarsi di questa avventura: «Ho pensato come impiegare le mie due settimane di ferie a luglio – racconta –. Volevo fare qualcosa legato all’ambiente e ho pensato a questo viaggio in monopattino dalle montagne al mare: ho fatto qualche chiamata ed eccomi qua». L’agente Giusto viaggia solo: uno zaino bello capiente per i cambi di biancheria e il nécessaire per fronteggiare eventuali rogne meccaniche. E, a Mestre (dove lavora dopo anni di servizio tra calli e campi della Serenissima) il tifo sfrenato dei colleghi del gruppo sportivo della Polizia locale di Venezia e il supporto logistico di un’agenzia investigativa, amici che a vario titolo hanno aiutato Stefano nell’organizzazione dell’iniziativa, ribattezzata #greenwind, hashtag che anche su Instagram accompagna il racconto del viaggio.


«Ho caricato meno bagagli possibili per non avere impicci e muovermi agevolmente», spiega il monopattinatore veneto, arrivato ieri in tarda mattinata in treno da Mestre. La partenza alle 15.20 per macinare i primi cinquanta dei 700 chilometri complessivi che in meno di due settimane lo porteranno ad Ancona.

Già fissate, almeno sulla carta, le tappe: la prima notte friulana è trascorsa a Venzone, oggi l’agente sarà a Udine; poi Palmanova, San Michele al Tagliamento, Lignano, Caorle, Jesolo, Lido di Venezia, Pellestrina, Chioggia, Adria, Guarda Veneta, Ferrara, Argenta, Ravenna, Cervia, Rimini, Riccione, Cattolica, Fano, Senigallia e, infine la città del Conero.

Perché la scelta del monopattino? «Un po’ per lanciare questo tipo di mezzo, di cui si conosce ancora poco a livello normativo: per deformazione professionale in questi mesi ho approfondito proprio questi aspetti, oltre a testarlo su strada – racconta –. Ma c’è anche un risvolto ambientale: mi piace l’idea di lanciare un messaggio legato alla mobilità degli spostamenti».

Da qui l’idea di percorrere il primo tratto di strada da Tarvisio a Grado sulle piste dell’Alpe Adria: «Ho visto su internet alcune foto e letto un po’ di recensioni: sono rimasto affascinato dal percorso, anche perché avevo immaginato una tratta lontana dal traffico pesante da percorrere in sicurezza», spiega Stefano, che è alla seconda impresa on the road della sua vita.

«Qualche anno fa, ma in auto, ho percorso 5 mila chilometri in giro per l’Europa, toccando Vienna, Bratislava, Varsavia, Vilnius, Berlino e Praga. Questo secondo viaggio è certamente più stimolante, soprattutto perché mi muoverò a stretto contatto con la natura, in zone d’Italia davvero stupende».

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