«Sto male». Si accascia e muore nel negozio a 45 anni. La fidanzata: «L’ho visto cadere e non si è più rialzato»

La compagna: tutti i nostri progetti sono stati spazzati via

VENZONE. Sapeva modellare gli oggetti più piccoli incantando i bambini. Con pazienza e delicatezza dava forma a minuscoli personaggi delle fiabe e delle filastrocche della tradizione carnica. Un «gigante buono» Emanuele Tortosa. Con i suoi due metri di altezza e quel cuore grande e generoso che a Venzone tutti avevano imparato a conoscere. Da quando, due anni fa, si era trasferito a Tolmezzo per amore di Elena Pittino. Lasciando alle spalle il Piemonte e la sua attività di responsabile operativo Unipol delle province di Biella e Vercelli, per iniziare a lavorare nel negozio Ce Cal Conte di artigianato artistico aperto dalla compagna a Venzone 12 anni fa.

Proprio lì, mercoledì pomeriggio, Emanuele si è accasciato sul pavimento e non si è risvegliato mai più. Avevano chiuso prima, lui ed Elena, perché non si sentiva bene. Era sull’uscio quando si è girato verso la fidanzata, intenta a sistemare il registratore di cassa, riuscendo solo a dire «sto male». Poi la chiamata ai soccorsi, l’arrivo degli operatori del 118, i tentavi di rianimarlo, ma il suo cuore a 45 anni ha smesso di battere per sempre. «L’ho visto cadere e poi non si è più rialzato» aggiunge Elena.


Originario di Trani, a 25 anni decide di lasciare la sua amata Puglia per Milano dove trova occupazione in un’agenzia di sicurezza e diventa guardia del corpo di famosi personaggi dello spettacolo e della politica in tutta Europa. Poi, per amore volge il suo sguardo al Friuli e cambia prospettive di vita. Si trasferisce in Carnia e inizia a collaborare nel negozio di articoli artigianali della fidanzata dando un impulso importante all’attività.

«Era un omone alto due metri, e infatti è stato giocatore di basket a livello agonistico in gioventù – racconta Elena –, ma con le sue mani riusciva a creare dei piccoli oggetti meravigliosi con cui sapeva incantare i bambini. In due anni aveva imparato a modellare la resina perfettamente e sapeva creare delle cose meravigliose. Era una persona buona, generosa e solare. Avevamo tanti progetti da realizzare. Volevamo ingrandire il negozio, ma tutti i nostri sogni sono stati spezzati».

Tanti progetti, un futuro da vivere insieme. Loro che da quattro anni avevano incrociato le loro vite e da allora non si erano più separati. «Emanuele Tortosa (ET) era il mio Extraterrestre – prosegue – che è atterrato con la sua navicella nel mio cuore. Il nostro era un rapporto fatto di amore, complicità, rispetto e tanta allegria. Aveva una dolcezza infinita con bambini che erano sempre attratti dai colori del negozio».

A Venzone, tutti lo ricordano come una persona gentile e simpatica che ogni giorno salutava con il sorriso. «Ho avuto occasione di parlare con lui – dice il sindaco Amedeo Pascolo – e ricordo la sua cordialità: era una persona educata che aveva saputo integrarsi molto bene nel nostro paese. L’amministrazione comunale esprime la sua vicinanza alla sua compagna e a tutta la sua famiglia».

I funerali di Emanuele, che lascia una sorella, il cognato e due nipotini a cui era molto legato, saranno celebrati domani pomeriggio, alle 15, in duomo a Venzone. —

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