Bis di Grendene, guiderà Sdag fino al 2023

Confermato al vertice dell’autoporto per un altro triennio. Intesa sempre più stretta con Trieste per la logistica alimentare

Francesco Fain

Non era facile resuscitare un morto. Soprattutto se non si è attrezzati per fare i miracoli. Ma, alla fine, l’autoporto di Gorizia sembra essere riemerso dal limbo. E una buona fetta di merito per questa (non scontata) ripartenza viene attribuita all’amministratore unico Giuliano Grendene che è stato appena confermato alla guida della Sdag. Un nomina che viene appresa con soddisfazione dal diretto interessato. «Desidero vedere dove tutto il lavoro svolto ci porterà nel futuro prossimo. E voglio concludere i progetti iniziati dai precedenti amministratori. Non resta che rimboccarsi le maniche e andare avanti, nonostante le difficoltà. Che ci sono».


Nel primo semestre 2020, la Sdag ha cominciato a raccogliere il frutto dei lavori di riqualificazione e messa a norma delle strutture autoportuali. Dopo tre anni particolarmente impegnativi, che hanno permesso la realizzazione del Polo agroalimentare del fresco e del freddo e la messa a norma degli impianti e delle strutture autoportuali risalenti agli anni Ottanta, l’intervento si è concluso dotando l’interporto goriziano di infrastrutture moderne e al passo con le esigenze del settore. «Nello scorso mese di febbraio - spiega Grendene - sono stati smantellati i cantieri che occupavano ormai più in un terzo delle strutture a nostra disposizione: ora, i magazzini e le celle frigorifere sono finalmente disponibili e lavorano a pieno regime. Il 2019 è stato, infatti, l’anno più critico per la presenza contemporanea di vari cantieri. La riduzione degli spazi di deposito, unitamente all’aggravio dei costi per spostamenti e traslochi, ha messo a dura prova la società che ha chiuso con una perdita di bilancio di circa 155.000 euro (ante imposte circa 139.000 euro), di cui 105.000 euro per accantonamenti nel fondo per rischi legati al deterioramento del credito, anche in considerazione degli effetti negativi che l’emergenza Covid sta producendo sul tessuto socio-economico nazionale. Un criterio di prudenza per mettere al riparo la società in un anno, il 2020 appunto, dalle grandi incertezze».

Ma nonostante la battuta d’arresto nei mesi primaverili per la crisi epidemiologica, i risultati del primo semestre e il budget 2020 sono positivi. Le soste dei mezzi pesanti diminuiti nei mesi di marzo, aprile e maggio mediamente del 14%, sono tornati a livelli pre Covid nel mese di giugno, registrando addirittura un lieve aumento rispetto al 2019. C’è un elemento. Tutt’altro che secondario. E che evidenzia come l’autoporto Sdad stia svolgendo pienamente funzioni di retroportualità, grazie all’intesa sempre più forte con Trieste. A crescere, infatti, è soprattutto il comparto logistico con un incremento di fatturato nel primo semestre 2020 di oltre il 16 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e il trend è in costante crescita, anche grazie all’avvio di attività collegate alla logistica alimentare in sinergia con lo scalo portuale di Trieste per la gestione di flussi di prodotti di origine animale che partono dal Nord Europa con destinazione il mercato asiatico. —

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