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Appalti truccati, la difesa del sindaco: "Io non sono indagato". Ma le cimici erano state scoperte e il paese sapeva

La redazione ha voluto nei giorni scorsi verificare il contenuto delle segnalazioni giunte, dettagliate ma anonime. Mentiva. Era già stato informato di quel che stava accadendo intorno a lui, ma non ne aveva ancora capito la portata

PREMARIACCO. Giravano voci. Tante. In paese si sapeva di cimici trovate per caso, si parlava di bonifiche eseguite. L’opposizione era certa che qualcosa stesse capitando. Voci, appunto. Nessuna conferma. E il Messaggero Veneto lo aveva chiamato. «Non sono sottoposto ad alcun tipo di indagine». Aveva detto così, lo scorso 17 luglio, il sindaco di Premariacco Roberto Trentin quando era stato raggiunto telefonicamente.

Il Mv voleva verificare il contenuto delle segnalazioni giunte, dettagliate ma anonime, in redazione. Mentiva. Era già stato informato di quel che stava accadendo intorno a lui, ma non ne aveva ancora capito la portata.
Avevamo chiesto al sindaco se avesse informazioni su eventuali indagini riguardanti in qualche modo il Comune o su qualche specifico ufficio. Dagli ambienti politici, il passaparola relativo al ritrovamento – qualche settimana prima – di microfoni e telecamere, si era fatto via via più dettagliato.

Ma lui aveva negato. «Ciò che conosco – aveva dichiarato Roberto Trentin – non mi consente di dire assolutamente nulla. Secondo me – aveva aggiunto –, non è scontato che ci sia un’indagine. E in Comune non ci sono state prese di posizione sull’argomento, nemmeno in Consiglio attraverso mozioni o interrogazioni. Comunque, anche se la cosa che dite fosse vera – aveva ribadito –, non potrei comunque affermare nulla in proposito per non andare a intralciare possibili attività della Procura». Parole profetiche.

La telefonata era durata alcuni minuti nei quali il sindaco Roberto Trentin era apparso, almeno dal tono della voce, sereno o, al massimo, infastidito da alcuni episodi passati da collocarsi a suo avviso nell’ambito di dinamiche politiche. «Io sono geometra – aveva dichiarato – e sono anni che qualcuno tenta, comunque senza successo, di ravvisare qualche tipo di incompatibilità tra il mio lavoro e la carica che ricopro».

Ricordando altri fatti accaduti nel corso del tempo il sindaco aveva anche riferito di uno «scambio di mail tra l’ufficio tecnico e altri enti o esponenti politici» che era stato recuperato in backup «dopo il trasferimento di un funzionario». La vicenda, aveva sottolineato lo stesso Trentin, «aveva dato origine anche a un procedimento disciplinare».

Dopo la chiamata di quel venerdì 17 luglio al sindaco la redazione ha verificato le informazioni in suo possesso. L’indagine era in corso, la Procura stava completando gli accertamenti. Bisognava aspettare fino a quando il cerchio si è chiuso in una maniera che il sindaco Trentin non potrà più negare.

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