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Appalti illeciti a Premariacco e le elezioni alle porte: la vicesindaco è sotto inchiesta ma guiderà il municipio

Zuccolo sostituirà il primo cittadino nell’ordinaria amministrazione fino al voto. L’assessore Durì: «Assurdo che chi ha lavorato venga considerato un criminale»

PREMARIACCO. All'indomani del terremoto giudiziario scatenatosi su Premariacco l’attenzione si focalizza sull’operatività dell’ente locale, ritrovatosi privo della figura di vertice con l’arresto del sindaco Roberto Trentin, da mercoledì mattina agli arresti domiciliari nella sua abitazione, a breve distanza dal municipio. Stessa sorte è toccata al responsabile dell’ufficio tecnico, mentre la spalla di Trentin, la vicesindaco Dolores Zuccolo, il segretario generale e un consigliere comunale sono indagati.

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L’interrogativo su come proseguirà l'ordinaria amministrazione nel mese e mezzo, all’incirca, che separa dall’appuntamento elettorale per il rinnovo del consiglio comunale ha rappresentato ieri uno dei principali argomenti di discussione, in paese, proprio in ragione dell’imminenza della scadenza del mandato: intende dimettersi, il primo cittadino? Potrà la giunta in carica continuare la propria attività fino al termine del quinquennio o il municipio - questo uno dei quesiti più diffusi - corre il rischio del commissariamento?

La prima domanda al momento non trova risposta: le intenzioni del sindaco, ovviamente impossibilitato a comunicare con l’esterno, non si conoscono. Sul piano tecnico, invece, è stato appurato che l’amministrazione ordinaria potrà andare avanti, fermo restando che allo stato attuale l’attività dell’ufficio tecnico - fulcro dell'indagine - è completamente bloccata, perché gli inquirenti hanno sequestrato computer e altro materiale. Il comparto opere pubbliche, insomma, è in una condizione di totale paralisi. Per il resto non ci sono ostacoli perché la vice di Trentin, come detto indagata ma non sospesa dall’incarico, può procedere con il suo lavoro; lo stesso vale per il segretario comunale.

Sul fronte dell’assemblea civica, poi, non essendo ancora stata convocata una seduta che sembrava imminente - una componente dell’opposizione la dava ormai per certa, all’inizio di agosto - e non essendovi adempimenti obbligati da assolvere prima della fine di settembre, è a questo punto probabile che il consesso non si riunisca affatto per un’ultima volta.

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La giunta e la maggioranza consiliare di Premariacco, intanto, fanno quadrato attorno al sindaco: «Auspichiamo che le cose vengano chiarite quanto prima», dichiara l’assessore Vincenzino Durì, riservando parole di stima e di vicinanza al primo cittadino: «È assurdo – continua infatti – che chi ha lavorato per anni come ha fatto il nostro sindaco venga considerato un criminale, anche perché – scandisce – non c’è prova di un solo euro sottratto alle casse dell’ente. La nostra maggioranza è unita e solidale con il suo leader ed è determinata a portare a termine il mandato amministrativo».

Un grande punto di domanda accompagna adesso l’incombente campagna elettorale, che avrebbe nuovamente avuto come protagonista Roberto Trentin, il quale già a inizio anno – prima che l’emergenza sanitaria imponesse il rinvio dell’appuntamento con il voto previsto per la primavera – aveva ufficializzato la scelta di ricandidarsi alla guida del Comune insieme alla sua lista “Vivere Premariacco”. I tempi stringono, posto che le consultazioni sono fissate per il prossimo 20 settembre, e una decisione dovrà dunque essere presa in fretta, ma per ora nessuno si esprime: «È tutto in standby», conferma l’assessore Durì.

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