Le nuove misure: chi ritorna dall’estero non potrà rientrare in azienda

Nella nuova ordinanza Fedriga impone maggiori controlli agli imprenditori

UDINE. Non ci sono soltanto alcune maggiori libertà – come quelle per cinema, spettacoli ed eventi sportivi che potranno tornare a svolgersi con la presenza di pubblico senza alcun patema – nella nuova ordinanza firmata ieri da Massimiliano Fedriga e in vigore in Friuli Venezia Giulia da oggi al 31 agosto.



Nel dispositivo regionale, infatti, si inseriscono anche una serie di vincoli per le Aziende sanitarie e per gli imprenditori legati soprattutto – ma non solo – ai cittadini, italiani e stranieri, in rientro in Friuli Venezia Giulia da Paesi inseriti nella black list del Viminale oppure da quelli con alto tasso di contagi e per cui vige l’obbligo di quarantena una volta ritornati in regione. L’ordinanza, ad esempio, stabilisce che sia «obbligatorio per gli imprenditori permettere l’ingresso sul luogo di lavoro ai propri dipendenti inviati all’estero per esigenze lavorative e successivamente rientrati in regione o ai lavoratori chiamati dall’estero per essere assunti, solo dopo che essi abbiano adempiuto alle misure precauzionali per la riduzione del rischio epidemiologico relativo alle persone provenienti dall’estero previste da leggi, provvedimenti e protocolli vigenti».

In poche parole, quindi, gli imprenditori con personale dipendente proveniente dai Paesi a rischio dovranno assicurarsi che questi trascorrano il periodo di quarantena prima di tornare a lavoro in azienda. Lo stesso discorso inoltre, vale anche «per le agenzie di somministrazione di lavoro» che dovranno «mettere a disposizione dell’utilizzatore lavoratori provenienti dall’estero solo dopo che essi abbiano adempiuto alle misure precauzionali per la riduzione del rischio epidemiologico». Nuove misure, ancora, sono previste anche per «i responsabili o gestori delle strutture individuate per l’esecuzione delle misure della sorveglianza sanitaria e dell’isolamento fiduciario, ivi comprese le strutture di accoglienza e i centri per l’immigrazione». Questi, infatti, nel caso in cui «abbiano notizia dell’allontanamento o dell’assenza dalle strutture delle persone sottoposte alle predette misure» hanno l’obbligo «di comunicare immediatamente tale circostanza all’Azienda sanitaria territorialmente competente». Le Direzioni generali delle Aziende sanitarie, infine, dovranno «presentare denuncia all’autorità giudiziaria» per ogni «violazione dell’ordinanza».



Confermato, andando oltre, il via libera complessivo a teatri, cinema e spettacoli all’aperto così come la possibilità di organizzare manifestazioni sportive alla presenza del pubblico. «È consentito – continua l’ordinanza – il numero massimo di spettatori, per cinema, altri luoghi di spettacolo e per le manifestazioni sportive di carattere non professionistico all’aperto e al chiuso, ove non diversamente vietato, determinato in relazione alla capienza della struttura, assicurando uno spazio libero tra sedute fisse e identificate e, in caso di sedute fisse e non identificate (quali spalti e gradinate), con distanziamento interpersonale di almeno un metro, salvo i gruppi conviventi». Dilettantistiche, dunque, e non professionistiche, Questo significa, ad esempio, che il Pordenone Calcio non potrà disputare i match di playoff validi per la promozione in serie A con il pubblico – proprio e ospite – sulle tribune del Nereo Rocco di Trieste dove gioca gli incontri casalinghi. L’ordinanza garantisce infine via libera alle attività degli enti del terzo settore, anche ai fini della rigenerazione del tessuto sociale, ed estende l’ingresso al numero massimo di persone alle celebrazioni liturgiche e religiose che si tengono in luoghi chiusi, purché nel rispetto del distanziamento interpersonale.

Per il resto, andando oltre, viene confermato quanto già consentito un mese fa. Nessun problema, in sintesi, per gli sport di contatto e di squadra – calcetto, basket, ma pure pugilato tanto per capirci – e per le attività di formazione per lavoratori e dipendenti del settore pubblico e privato di qualsiasi natura. Ok anche a quotidiani e riviste a favore dell’utenza. Sono ammessi pure i giochi di carte, a condizione che i giocatori provvedano frequentemente alla sanificazione delle mani con soluzione igienizzante e che le carte vengano a loro volta pulite con il gel al termine di ogni cambio giocatori. È consentito, poi, pure lo svolgimento delle processioni religiose, delle celebrazioni e delle manifestazioni tradizionali, purché sia assicurato, con ogni mezzo idoneo il divieto di assembramento e l’obbligo di distanziamento di un metro. Rimane infine obbligatorio l’utilizzo della mascherina nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico e all’esterno, in tutte le occasioni nelle quali non è possibile garantire il distanziamento di sicurezza. —


 

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