Crollo della ricchezza regionale: mancheranno 2,4 miliardi di euro

Le previsioni della Regione sul Pil. Cassa integrazione, tra gennaio e giugno perdute 6,7 milioni di giornate lavorate 

UDINE. Una contrazione del Pil (Prodotto interno lordo) che sarà importante, pari al 7,1% su base annua. Cassa integrazione a livelli mai visti prima: nel solo mese di giugno, in cui comunque la stragrande maggioranza delle attività e delle imprese erano ripartite, si sono accumulate ore di Cig come in un anno intero. Dati che fotografano una situazione difficile, dovuta alla pandemia di coronavirus che, se ha allentato la morsa in Italia, sta colpendo in modo pesante i principali Paesi importatori di merci italiane e friulane, come Stati Uniti e Regno Unito.

Stime economiche della Regione

Dal Defr (Documento economico finanza regionale) si apprende che, in base alle stime regionali effettuate a inizio di aprile scorso, in Friuli Venezia Giulia l’economia quest’anno dovrebbe subire un rallentamento del 7,1% e il Pil regionale si assesterebbe, a fine 2020, a 36,3 miliardi di euro, perdendo 2,4 miliardi in un anno. A inizio aprile si prevedeva un primo calo dei consumi pari al 4,9% (per una contrazione complessiva di 1,3 miliardi), degli investimenti pari al 12,3% (-1 miliardo) e dell’export per il 10,1% (-1,6 miliardi). L’industria in senso stretto era già prevista in perdita del 13,5% (-912 milioni), i servizi del 4,7% (-1 miliardo).



Impennata della cassa integrazione
In Friuli Venezia Giulia - si legge nel rapporto del Centro studi “Mercato del lavoro e contrattazione” che a livello nazionale fa riferimento all’ex ministro Cesare Damiano, se consideriamo le ore totali di Cig, equivalenti a posti di lavoro con lavoratori a zero ore, in questi primi 6 mesi del 2020 (26 settimane lavorative) si determina un’assenza completa di attività produttiva per oltre 52 mila lavoratori, di cui oltre 1.000 in Cigs, 6.700 in Cigd, 32.100 in Cigo e oltre 12.100 nei Fondi di solidarietà (Fis). In base alle ore di Cig totali si sono perse 6.777.901 giornate lavorative. I lavoratori parzialmente tutelati dall’ammortizzatore sociale in questi 6 mesi, hanno già perso complessivamente nel loro reddito oltre 156 milioni di euro al netto delle tasse mentre ogni singolo lavoratore a zero ore per tutto il periodo, ha visto ridursi il proprio reddito di oltre 3 mila euro al netto delle tasse.

Le aziende in difficoltà
Il numero delle aziende in Cigs (con sede direzionale in Friuli Venezia Giulia) che fanno ricorso a nuovi decreti di Cigs, aumentano sul periodo precedente, in questi 6 mesi del 2020 sono 33 (+266,67%) per oltre 414 siti aziendali. I ricorsi per “Crisi aziendale” rappresentano il 3,03% del totale dei decreti. Il ricorso alla “Riorganizzazione aziendale” sono il 6,06% del totale. I “Contratti di solidarietà” continuano a essere consistenti, sono in aumento e sono 21, +133,33% sul 2019 e hanno superato di molto la metà di tutti i decreti di Cigs concessi, sono il 63,64% sul totale dei decreti, un anno fa erano il 100% del totale dei decreti. Per quanto riguarda la “Cessazione di attività” vi è un aumento del 100% con 4 aziende, sono il 12,12% del totale. Si registrano anche i primi decreti per Covid-19 in questi primi 6 mesi, sono 5, rappresentano il 15,15% del totale dei decreti di Cigs.

I dati per provincia
Nei primi sei mesi del 2020, le ore di Cig da regime ordinario (senza le ore di Fis) sono aumentate del +2.523,84% sullo stesso periodo del 2019, con 41.562.673 ore. l’andamento della Cig ordinaria (senza Fis) presenta articolazioni provinciali diverse: a Trieste l’aumento nei primi 6 mesi del 2020 sul 2019 della Cig è stato del +4.371,53%, a Gorizia l’aumento è stato del +7.695,64%. A Pordenone l’incremento, sempre nel primo semestre 2020 sullo stesso periodo del 2019, è stato del +1.298,84%. A Udine il balzo è stato del +4.156,63%. La Cigo fa registrare la richiesta maggiore, anche per effetto della scelta di caricare quasi tutte le nuove richieste di sospensione per Covid-19 sulla cassa ordinaria. La situazione nei primi 6 mesi del 2020 sullo stesso periodo del 2019 fa registrare un aumento delle ore di Cigo, +4.645,49%. Anche in questo caso l’andamento presenta articolazioni provinciali diverse: a Trieste l’aumento nei primi 6 mesi del 2020 sul 2019 della Cigo è stato del +9.102,49%, mentre a Gorizia è stato ancora superiore, pari al +10.970,07%. A Pordenone l’aumento nei primi 6 mesi del 2020 sul 2019 della Cigo è stato del +3.204,90%, a Udine, infine, l’incremento è stato del +5.069,14%. Numeri, questi, analoghi a quelli diramati pochi giorni fa dai sindacati e che nessuno avrebbe mai pensato di vedere, prima del coronavirus.




 

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