Migranti, Fedriga scrive a Conte: ecco le richieste della Regione al governo

Lettera del governatore al premier: «Serve un intervento rapido per non rovinare gli sforzi compiuti dai nostri cittadini»

UDINE. La richiesta, adesso, è formalizzata. Massimiliano Fedriga, infatti, ha preso carta e penna e scritto, ieri, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per premere sul Governo affinché presidi con maggiore forza i confini di Nordest mettendo, allo stesso tempo, a disposizione dell’esecutivo materiale e personale della Regione.

«Rappresento una questione che in Friuli Venezia Giulia – si legge nella lettera –, data la sua peculiare collocazione geografica, è estremamente delicata e desta nei cittadini particolare timore. Mi riferisco all’ingresso illegale sul territorio regionale, specie attraverso il confine con la Repubblica di Slovenia, di decine e decine di immigrati irregolari al giorno. È di tutta evidenza che tale fenomeno, che per le sue dimensioni già in tempi ordinari induce viva preoccupazione, nel corso dell’emergenza epidemiologica che stiamo attraversando suscita inquietudine ancor maggiore. Numerosi sono i casi infatti di focolai “da importazione”", che stanno provocando giustificata ragione di allarme sociale nella popolazione».



Il governatore, quindi, non si ferma qui, ma va avanti. «Nell’ambito in questione – conclude –, ovviamente, si intersecano competenze statali (quali essenzialmente immigrazione, ordine pubblico e sicurezza) e regionali (in particolare tutela della salute). Appare pertanto a mio avviso indifferibile che, alla luce delle evidenze, prenda corpo una stretta collaborazione, leale e soprattutto efficace, fra Stato e Regione. A tale proposito reputo fondamentale un’azione risolutiva da parte dello Stato, volta a impedire l’ingresso irregolare nel territorio italiano e conseguentemente ad abbassare drasticamente il rischio epidemiologico, preso atto che coloro i quali attraversano illegalmente il confine provengono da Paesi con sistemi sanitari fragili e transitano in aree, quali ad esempio i Balcani, dove il numero di casi di Covid-19 ha un’incidenza considerevole. Nel ribadire quindi la necessità di un intervento tempestivo, poiché se si dovesse riscontrare un aumento di casi correlato all’immigrazione illegale tutti gli sforzi fatti fino a ora dalla nostra comunità risulterebbero vani, tengo a sottolineare la totale disponibilità di Regione Fvg ad adoperarsi attivamente per quanto di propria competenza».



Nel frattempo qualche novità è emersa anche dal vertice tra prefetti andato in scena una manciata di giorni or sono. Stando a quanto riferito dal commissario di Governo – e prefetto di Trieste – Valerio Valenti, infatti, i quattro rappresentanti provinciali hanno chiesto al Governo una chiusura, anche parziale oppure a ore, di alcuni valichi minori. Si parla, in particolare, di quattro aree di confine a Udine e altrettante a Gorizia con la contemporanea possibilità di spostare i droni in dotazione alle forze dell’ordine dalle frontiere di Trieste – dove gli ingressi sono in diminuzione – nelle aree del Friuli e dell’Isontino.

In attesa dei trasferimenti fuori regione promessi dal Governo, inoltre, Valenti ha annunciato la possibilità di spostare – in caso di necessità – alcune decine di migranti da Udine a Trieste e Gorizia, territori della regione dove attualmente i centri di accoglienza hanno una maggiore disponibilità di posti per la quarantena rispetto a quelli del capoluogo friulano, di Castellerio, di Pasian di Prato e di Tricesimo.


 

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