Anche nelle scuole del Friuli i contestati banchi con le rotelle: ne arriveranno più di 3 mila

Se le aziende parteciperanno al bando, la maxi fornitura di arredi consentirà di risolvere il problema dello sdoppiamento delle aule. Un problema sovrastimato inizialmente a seguito dell’errata interpretazione sul distanziamento sociale

UDINE. Le scuole del Friuli Venezia Giulia riceveranno dal ministero 15.625 banchi e 10.331 sedie. A questi vanno aggiunti 3.448 banchi “innovativi”, ovvero i tanto discussi banchi di plastica con le rotelle. Queste le richieste avanzate dai dirigenti scolastici del Friuli Venezia Giulia alla direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, Daniela Beltrame, che a sua volta, attraverso la piattaforma ministeriale, le ha fatte avere al commissario straordinario, Domenico Arcuri.

Se le aziende parteciperanno al bando, la maxi fornitura di arredi consentirà di risolvere il problema dello sdoppiamento delle aule. Un problema sovrastimato inizialmente a seguito dell’errata interpretazione sul distanziamento sociale. I dirigenti scolastici avevano inteso che il metro di distanza andasse garantito anche nelle situazione dinamiche, e quindi durante gli spostamenti, da qui il previsto sdoppiamento massiccio di aule e la richiesta di circa 500 insegnanti in più. «Una volta chiarito che il metro di distanza va garantito da bocca a bocca tra gli studenti seduti, lo sdoppiamento delle classi si è ridotto a un numero minimo di casi. I presidi hanno dovuto, quindi, cambiare i programmi già fatti e privilegiare l’acquisto dei nuovi banchi». La direttrice dell’Ufficio scolastico regionale sottolinea, inoltre, che «proprio perché il Comitato tecnico scientifico si è assunto la responsabilità dell’interpretazione dei quesiti posti dalle rappresentanze sindacali, «il dirigente scolastico che si attiene a questa interpretazione è tranquillo. Queste sono le regole».



Secondo la direttrice, utilizzando i nuovi banchi meno ingombranti rispetto a quelli usati finora, in un’aula di 45 metri quadrati possono stare più di 25 studenti. «Devono togliere la cattedra e la pedana» spiega ricordando che non viene esclusa neppure la sostituzione della cattedra con un banco. A questo punto, sottolinea sempre Beltrame, «lo sdoppiamento delle classi potrà essere autorizzato solo nei casi residuali nei quali non sarà oggettivamente possibile applicare gli schemi di disposizione delle aule utilizzando i banchi di dimensioni inferiori che il Ministero è disponibile ad acquistare».

A settembre 141.045 tra alunni e studenti rientreranno in 7.351 classi. Questi sono i numeri su cui si sta ragionando in Friuli Venezia Giulia, gli stessi che, venerdì prossimo, saranno posti all’attenzione del vice ministro all’Istruzione, Anna Ascani, in visita in regione. Ascani si confronterà con gli assessori regionali all’Istruzione, ai Trasporti e alla Salute, Alessia Rosolen, Graziano Pizzimenti e Riccardo Riccardi, in prefettura a Trieste, assieme ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali. La carenza di personale Ata e l’aumento dei docenti saranno al primo punto all’ordine del giorno anche se, lascia intendere Beltrame, venendo meno lo sdoppiamento delle classi anche le esigenze di nuovi professori si è di gran lunga ridimensionata.

Resta invece attuale la mancanza di bidelli che, nell’era Covid, dovranno svolgere ruoli fondamentali sia sul fronte della pulizia degli spazi, sia dei controlli che si renderanno necessari per garantire il rispetto delle misure di sicurezza. Altrettanto urgente da risolvere è il problema dei trasporti che, in questo momento, sconta la mancanza di programmi definitivi sui previsti ingressi scaglionati degli studenti in classe. Sapere se l’ingresso dei ragazzi nei rispettivi istituti avverrà nell’arco di una o due ore è fondamentale per la società che gestisce il trasporto pubblico locale alle prese con l’ organizzazione degli arrivi delle corriere. I temi sul tavolo sono diversi e il tempo a disposizione è limitato.

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