Majano piange Nensi, morta a 37 anni dopo aver lottato contro la malattia

Si era sentita male venerdì nella propria abitazione. Poi la corsa in ambulanza a San Daniele e il tragico epilogo 

MAJANO. Una ragazza acqua e sapone, che sapeva sorridere alla vita anche quando quella vita si è dimostrata troppo dura, difficile da sostenere e comprendere. Nensi Miani era così: combattiva e tosta. Se n’è andata a 37 anni, per oltre due ha convissuto con una malattia che non le ha dato scampo e per la quale era in cura al Cro di Aviano, seguita con amore e affetto dalla sua famiglia. Venerdì si era sentita male a casa, in borgo Schiratti, nella frazione di Casasola: l’arrivo dell’ambulanza e la corsa all’ospedale di San Daniele non sono riusciti a evitare la morte della donna, sopraggiunta poche ore dopo.

La notizia della scomparsa di Nensi ha fatto ben presto il giro del paese, la famiglia è infatti molto conosciuta nella zona e non solo. Il padre Roberto Miani è stato, nel 1987, uno dei soci fondatori della Libertas Majano di cui per una decina di anni è stato presidente, mentre ora ricopre la carica di vice. Miani è anche vicepresidente della Società operaia di mutuo soccorso (in passato anche al vertice) e fa parte della Protezione civile locale.


Nensi, che abitava con i genitori, lavorava allo studio dentistico Rumiz, a Majano. Durante la malattia è stata seguita dai familiari e in modo particolare dalla madre, Morena Bernardinis, che l’ha aiutata nella quotidianità. «Con il cuore di mamma ho fatto tutto quello che umanamente si poteva fare – riferisce la donna con le lacrime agli occhi, –, l’abbiamo accompagnata sempre, nei momenti belli e in quelli brutti. Morire così non è giusto: Nensi era una ragazza solare e allegra, mi conforta soltanto sapere che non dovrà soffrire più, ma il dolore è grande».

Da quando aveva scoperto il male che l’affliggeva, più di due anni fa, Nensi Miani ha subito quattro interventi chirurgici senza mai perdere la voglia di lottare. «Venerdì si era sentita poco bene ed era caduta a terra, ma ha trovato la forza per rialzarsi e ci teneva a farlo da sola», poi la corsa in ambulanza a San Daniele, dove le sue condizioni si sono successivamente aggravate fino al tragico epilogo.

«Aveva un carattere particolare – racconta commosso papà Roberto –, era poco malleabile e non si faceva piegare dagli altri. È stata una combattente fino alla fine. Fino a venerdì non era mai andata all’ospedale, se non per seguire le terapie. Aveva molta cura della sua auto, una Volkswagen Polo, e quando non la guidava da un po’ mi chiedeva di controllarla». Amava la musica e da giovane aveva praticato atletica, anche se «forse più per il piacere di stare in compagnia che per passione vera e propria». «Era una ragazza semplice – ricorda ancora il padre –, anche nel truccarsi e nel vestire». A piangerne la scomparsa sono, oltre ai genitori, anche la sorella maggiore Meri con la propria famiglia e il fidanzato Carlo attorno ai quali si stringono gli amici e l’intera comunità. I funerali di Nensi Mianisaranno celebrati domani, alle 16.30, nella chiesa parrocchiale di Majano, mentre il rosario è in programma oggi, alle 19, nella chiesetta di Casasola.
 

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