Ottomila firme per difendere l’Arzino

Il movimento per la tutela del torrente le ha consegnate in Regione. «Diciamo no alla realizzazione delle centraline»

VITO D’ASIO

Il Tagliamento non è solo il Tagliamento ma anche i torrenti che fanno parte del suo bacino idrografico, come l’Arzino e il Resia. Per questa ragione due petizioni in favore dell’integrità ambientale dei due torrenti sono state presentate in Consiglio regionale con l’obiettivo anche di promuovere una più ampia riflessione sulla necessità di tutelare il complesso reticolo orografico del Fvg, considerato sotto attacco di grandi imprese idroelettriche.


“A favore dell’integrità ambientale del torrente Arzino e delle sue meravigliose cascate” , questo il titolo della petizione, promossa dal Movimento tutela Arzino, coordinato da Dario Tosoni, sono state raccolte 7.951 firme e il primo firmatario Simone Zavagno, ricordando che esso è uno dei pochissimi fiumi integri in tutto il suo percorso, dalle sorgenti alla confluenza con il Tagliamento, ha sintetizzato le richieste rivolte alla Regione, alla luce dei rischi derivanti dai progetti di futuri prelievi acquedottistici. Negare l’autorizzazione alla costruzione di centraline idroelettriche lungo la sua intera asta, per il pregio ambientale che lo contraddistingue e per il carattere di unicità che riveste, darebbe finalmente seguito a quanto afferma la legge 16/2002 in base alla quale i bacini idrografici sono ecosistemi unitari e le acque e il suolo costituiscono una fondamentale risorsa da utilizzare secondo principi di razionalità e solidarietà nella tutela delle aspettative e dei diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale.

Da qui anche la richiesta di inserire l’Arzino nell’elenco dei siti di riferimento regionali, di promuovere uno strumento di tutela per la salvaguardia integrale del torrente e delle sue sponde, di coinvolgere i Comuni nell’individuazione delle modalità di salvaguardia completa e duratura anche per lo sviluppo di un turismo naturalistico a cui il territorio appare profondamente vocato. Sono 4199 le firme raccolte per l’integrità ambientale del torrente Resia, che attraversa l’omonima valle nel Parco naturale delle Prealpi Giulie, caratterizzato da una straordinaria biodiversità.

La prima firmataria della petizione, Anna Micelli, ha ricordato la presenza nelle sue acque di numerose specie oggetto da tempo di programmi di salvaguardia e ha parlato dei progetti di sviluppo turistico ecosostenibile a cui enti, associazioni e forze sociali della Valle lavorano, affinché torrente, valle e popolazione che vi abita costituiscono un unicum storico, culturale etnico e linguistico inscindibile. Ma ha anche evidenziato le criticità presenti in relazione alla stabilità geologica dell’area interessata all’insediamento di una industria idroelettrica e che questo non produrrebbe ricchezza per la valle, ma la porterebbe via. Con la petizione, quindi, si chiede alla Regione di valutare l’incompatibilità ambientale e paesaggistica dei progetti, tenendo in considerazione le specificità della Val Resia e di dare parere. –



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