Frode nelle pubbliche forniture: quattro fascicoli aperti sulle mascherine agli enti pubblici

Si sospettano irregolarità sulle gare, acquisita la documentazione. Aperti più fascicoli. Non ci sono avvisi di garanzia

UDINE. La Procura di Udine ha avviato indagini sulle forniture di mascherine anti-contagio a vari enti pubblici della regione. Non ci sono al momento avvisi di garanzia, ma il procuratore capo Antonio De Nicolo conferma che più fascicoli sono aperti e che la magistratura si è mossa sospettando irregolarità nelle gare, di cui è stata acquisita documentazione, effettuate in pieno “lockdown”, in particolare violazioni sui costi e sulla funzionalità del prodotto.

L’ipotesi di reato è frode nelle pubbliche forniture. I fascicoli sarebbero tre o quattro, una parte in conseguenza di esposti, altri agganciati a indagini già in corso.

Di mascherine, del resto, ne sono state prodotte e distribuite a milioni anche in Friuli Venezia Giulia durante la pandemia, a partire da quando, a fine marzo, la Protezione civile Fvg ha iniziato a consegnare i Dpi delle aziende del territorio, una decina quelle che hanno risposto al primo bando pubblico della Regione.

L’obiettivo della giunta, poi centrato, era di fare avere almeno una mascherina a ciascun residente, un dispositivo lavabile 20 volte e dunque utilizzabile per oltre un mese, realizzato con materiale non tossico e con un grado di filtrazione di 5 micron per contenere le particelle salivali e ridurre la diffusione del contagio, come da articolo 16 del Decreto Cura Italia che ha introdotto una categoria speciale di presidi, le “filtranti” destinate alla sola collettività. E così i volontari della Pc Fvg hanno consegnato ai Comuni mascherine di tipo chirurgico per uso non sanitario e altre di tipo Montrasio fornite dal Dipartimento nazionale.

Una procedura che ha però scontentato qualcuno. Sempre a fine marzo, e quindi a stretto giro, è emerso il primo esposto alla Procura friulana sull'affidamento della fornitura di 46mila mascherine che la Pc regionale aveva assegnato alla ditta Ttk srl di Pasian di Prato.

A presentarlo Edi Sanson, consulente tecnico del Calzaturificio Norton di Coseano, ditta che assieme alla Filiamo di Trieste aveva a sua volta risposto al bando della Protezione civile regionale datato 20 marzo. È in quell’occasione che la Guardia di Finanza, su mandato della Procura di Udine, ha chiesto e ottenuto documentazione alla Protezione civile, come confermano fonti della Regione da cui per ora non arrivano reazioni ufficiali. No comment anche dal vicegovernatore con delega alla Salute Riccardo Riccardi.

Ora però spuntano altri filoni di indagine, «che riguardano varie problematiche riguardanti la fornitura di mascherine a enti pubblici richiedenti del territorio, non solo dunque alla Protezione civile - precisa De Nicolo -. Mascherine con problemi di funzionalità, ovvero che potevano dare perplessità su una possibile violazione delle norme in materia di forniture pubbliche».

Quel che è certo, prosegue il procuratore, «è che, come in altre parti d’Italia, anche in Fvg si sono verificati fenomeni di ricerca di mascherine e di arrivo di prodotti non idonei. Ogni volta che si è verificato questo, abbiamo aperto un procedimento».

De Nicolo non ne parla, ma il pensiero va al caso più eclatante, quello dell’inchiesta in Lombardia, con il governatore Attilio Fontana indagato per la fornitura, con tentativo di trasformarla in donazione, di 75mila camici e altro materiale per mezzo milione alla Regione da parte di Dama spa, l'azienda di cui è amministratore delegato il cognato Andrea Dini. La stessa Lombardia in cui, a inizio maggio, la Guardia di Finanza di Como ha sequestrato 3,3 milioni alla Eclettica di Turbigo per una frode nell'ambito della fornitura di mascherine, camici e tute mediche alla Regione.


 

Tartellette di frolla ai ceci con kiwi, avocado e yogurt

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi