Il sindaco di Premariacco resta ai domiciliari, i suoi collaboratori interdetti dai pubblici uffici per un anno. Ecco tutte le novità

PREMARIACCO. L’ex sindaco di Premariacco, Roberto Trentin, resta ai domiciliari. Ma con qualche deroga: i figli e la madre potranno andarlo a trovare e gli sono state concesse uscite programmate per adempimenti burocratici. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Udine, Matteo Carlisi, con un’ordinanza che ha depositato nella mattinata di martedì 4 agosto.

Per i due responsabili degli uffici tecnici del Comune di Premariacco e di quello di Torreano, rispettivamente Veronica Del Mestre e Bruno Previato, invece, la misura cautelare degli arresti domiciliari è stata sostituita con quella della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per un anno.


Al termine dell’interrogatorio di garanzia di lunedì il legale di Trentin, Guglielmo Pelizzo, aveva chiesto per il suo assistito la revoca dei domiciliari o, in subordine, una misura cautelare meno restrittiva. A suo dire erano venute meno le esigenze cautelari dal momento che Trentin, 50 anni, aveva comunicato di aver rassegnato le dimissioni dalla carica di primo cittadino poco prima dell’interrogatorio.

Pur avvalendosi della facoltà di non rispondere, Trentin aveva voluto rilasciare dichiarazioni spontanee volte a chiarire il suo coinvolgimento dell’inchiesta sugli appalti illeciti condotta dalla Guardia di finanza e che, in tutto, ha iscritto a vario titolo 17 persone nel registro degli indagati.

Le accuse mosse dal pm Annunziata Puglia nei loro confronti vanno dalla turbativa d’asta alla turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, dal peculato alla truffa aggravata ai danni di un ente pubblico, dalla falsità ideologica commessa da un pubblico ufficiale in atti pubblici alla falsità in testamento olografo e all’omessa denuncia di reato da parte di un pubblico ufficiale.

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Trentin aveva spiegato di non aver mai esercitato pressioni nei confronti di dipendenti, tecnici o altre persone in riferimento alle gare di appalto e di aver cercato unicamente una via rapida per la realizzazione delle opere senza peraltro aver ricevuto compensi o altre forme di utilità.

Rispetto alle richieste avanzate dal difensore, il pm Annunziata Puglia ha dato parere favorevole solo all’istanza di autorizzazione a uscire dall’abitazione per le esigenze quotidiane e in riferimento a puntuali circostanze come rapportarsi con il commercialista per le prossime scadenze fiscali, accedere ai servizi di home banking par il pagamento delle tasse e i versamenti mensili per i figli).
 



Al proposito il gip ha autorizzato tre uscite settimanali di tre ore l’una, in giornate e orari da concordare, e concesso all’indagato di ricevere le visite della madre e dei figli, nonché l’acquisto di un cellulare da utilizzare solamente per telefonate di emergenza o in direzione di utenze predeterminate e di un pc purché anche in questo caso non sia utilizzato per intrattenere conversazioni telematiche non autorizzate.

Per quanto riguarda Del Mestre e Previato (assistiti rispettivamente dai legali Rino Battocletti e Maurizio Conte), invece, il gip ha ravvisato un ridimensionamento delle esigenze cautelari e investigative, optando per una misura meno restrittiva: la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per 12 mesi.

Nei confronti dell’imprenditore Sergio Raggioni, 51 anni, di Pulfero, che nel corso dell’interrogatorio aveva reso dichiarazioni spontanee negando ogni addebito, il gip ha confermato la misura cautelare del divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione per la durata di un anno.

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