Lestizza dice addio a don Gino Paolini

Aveva 83 anni e nel 2004 assunse l’incarico nelle parrocchie di tre frazioni. Era stato cappellano all’ospedale di Udine

LESTIZZA. Chiesa in lutto: è mancato don Gino Paolini, parroco di Sclaunicco, Santa Maria e Galleriano dal 2004. Aveva 83 anni e da alcuni mesi era curato all’ospedale di Udine, dove ha cessato di vivere ieri mattina per un male che si era aggiunto a importanti problemi di tipo cardiocircolatorio: per questo motivo da alcuni anni gli era stato affiancato un vicario parrocchiale, prima don Darius e ora don Roberto.

Don Gino fino al lockdown veniva spesso a celebrare la messa nelle tre parrocchie, dove si era fatto benvolere da tutti per la sua grande fede, la pacatezza dei modi, l’umanità.

Originario di Ipplis di Premariacco, era stato ordinato sacerdote nel 1963. È stato anche cooperatore parrocchiale di Buttrio, il suo primo incarico fino al 1971; quindi, è diventato parroco di Bueriis, guidando questa comunità del comune di Magnano in Riviera fino al 1978.

In seguito è stato parroco di Rualis per 10 anni e da dicembre del 1988 fino a luglio del 1991 di San Pietro al Natisone, per poi guidare la comunità di Santa Margherita del Gruagno fino al 1996.

Prima di prestare il proprio servizio nelle tre parrocchie che ancora seguiva, malattia permettendo, è stato per quasi 8 anni cappellano all’ospedale di Udine, fino appunto al 2004, quando era stato nominato parroco in solidum delle tre frazioni del comune di Lestizza, mentre la titolarità amministrativa è rimasta in carico a monsignor Giuseppe Faidutti, arciprete di Mortegliano e coordinatore della Collaborazione pastorale.

«Un sacerdote giusto ed equilibrato – così lo ricorda proprio don Giuseppe –, ci eravamo conosciuti in seminario e siamo sempre rimasti in contatto». E don Roberto aggiunge: «Ringrazio Dio di averlo conosciuto perché era buono, pacato, tranquillo. Non aveva pregiudizi ed era aperto a tutti. Fino alla pandemia una volta alla settimana tornava nelle sue parrocchie per celebrare la messa, anche se era stanco e debole. Spesso andavo io a trovarlo, a bere un caffè e a confessarmi».

Don Paolini abitava a Zugliano, dove era assistito da parenti. Non è ancora fissata la data delle esequie. Unanime il cordoglio nelle tre comunità, dove il sacerdote lascia il vuoto della sua presenza accogliente, dei suoi consigli offerti con discrezione e comprensiva vicinanza, della sua azione pastorale convinta ed efficace.

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