Migranti, rintracciate una trentina di persone a Udine e in provincia: dodici sono minori

Via Lumignacco, Udine

UDINE.  Altri migranti sono stati rintracciati questa mattina, lunedì 10 agosto, in Friuli. Sette minori provenienti dal Pakistan e dall’Afghanistan sono stati rintracciati in via Lumignacco, a Udine, dalla polizia locale. Al momento sono nel cortile del comando, a Udine.

Quindi persone, provenienti dal Pakistan e dal Bangladesh, rintracciate nella notte dai carabinieri a Mortegliano, lungo la statale, poco distante dal cimitero, e a Castions di Strada, vicino alla strada che porta al campo sportivo di Morsano. Gli adulti saranno portati a Tarvisio mentre i minori saranno affidati alla polizia locale di Codroipo  con affidamento al Comune di Castions di Strada. Procedono i carabinieri di Mortegliano.

Altre cinque persone, tutti minorenni, sono stati rintracciati dai carabinieri della Compagnia di Palmanova nella tarda serata di domenica a Pradamano. Sono tutti provenienti dal Bangladesh.

E sette adulti, notati dalle forze dell'ordine nei pressi dell'ex caserma Cavarzerani di Udine.

La situazione a Castellerio. Nella notte tra sabato e domenica, nove persone ospitate in quarantena all’interno dell’ex seminario di Castellerio, a Pagnacco, sono riuscite ad allontanarsi senza lasciare traccia. L’allarme è stato dato dalle forze dell’ordine. L’ex seminario da qualche giorno, è stato dichiarato “zona rossa” dopo che uno dei migranti di nazionalità pakistana presenti nella struttura è stato trovato positivo al coronavirus.



Non è la prima volta che qualcuno fugge. Qualche giorno fa altri cinque ospiti si erano allontanati dalla struttura di Pagnacco. Nella tarda serata di lunedì 3 agosto, invece, c’erano stati alcuni disordini. Un gruppo di cittadini migranti, rintracciati nella mattinata di lunedì 3 agosto nelle zone di San Pietro al Natisone, Buttrio e Manzano, giunti a Castellerio a bordo di alcuni bus si erano rifiutati, a causa del maltempo, di trascorrere la notte nelle tende allestite sul piazzale per la quarantena. La protesta era rientrata in breve tempo grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine.

Il segretario provinciale del sindacato di polizia Sap, Nicola Tioni, denuncia: «L’inerzia delle istituzioni, centrali e periferiche, sta portando al collasso il sistema. Sono mesi, se non addirittura anni, che il Sap denuncia l’emergenza immigrazione proveniente dalla Rotta balcanica. Ora, con il problema Covid-19, la situazione è diventata ingestibile. Bisognava pensarci molto prima e presidiare i confini»

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