Viene punto dalla vespa e va in shock anafilattico: l'ambulanza arriva dopo 40 minuti bloccata dai cantieri

A denunciare l’accaduto è Beatrice Guérin, figlia dell’infortunato, che ha subito inviato una protesta agli uffici comunali. Le condizioni dell’anziano, che è stato trasportato all’ospedale di Tolmezzo in gravi condizioni, sono migliorate

OVARO. È caduto a terra privo di sensi dopo che una vespa lo ha punto mentre si trovava in villeggiatura a Cella di Ovaro con la famiglia ed è finito in shock anafilattico, ma i mezzi di soccorso ci hanno messo più di 40 minuti per raggiungerlo, visto che la strada principale era bloccata a causa dei lavori.

A denunciare l’accaduto è Beatrice Guérin, milanese, figlia dell’infortunato, che ha subito inviato una protesta agli uffici comunali. «Da 70 anni io e la mia famiglia trascorriamo le vacanze nella frazione di Ovaro a casa di amici» è la premessa di Guérin che, alla fine di giugno, aveva scritto all’ufficio tecnico del Comune di Ovaro eccependo sulla scelta di avviare quel cantiere durante le vacanze estive e suggerendo di istituire un semaforo a senso alternato a Muina per garantire i collegamenti con la frazione. Osservazioni cui i tecnici dell’ufficio avevano risposto evidenziando che si trattava di interventi dettati da situazioni di necessità ed emergenza. «Nessuno vuole creare disagi o difficoltà – aveva evidenziato il responsabile tecnico in una risposta – se siamo arrivati adesso a iniziare i lavori, ci sono motivi ben chiari. Nell’esecuzione cercheremo, come facciamo sempre, di ridurre per quanto possibile, i danni all’utenza».


«Mio padre è rimasto privo di coscienza – racconta Guérin–. Ho chiamato il 112, specificando che Cella è isolata e si può accedere solo passando per Muina. L’operatore mi informava sul fatto che l’ambulanza arrivava da Rigolato. Bene, sono passati 40 minuti prima che i paramedici raggiungessero la frazione di Cella, perché prima hanno imboccato la strada di San Martino, al momento chiusa al traffico per rifacimento del manto stradale, poi la discesa di Ovaro verso Cella, dove il piccolo ponte è chiuso da 10 anni, e infine si sono diretti verso Muina» .

Fortunatamente, le condizioni dell’anziano, che è stato trasportato all’ospedale di Tolmezzo, sono migliorate, ma sarebbe potuta andare diversamente, osserva la figlia, che ha scritto al Comune di Ovaro.

«È una situazione inaccettabile, da denuncia – evidenzia Guérin che parla di un paese isolato –. Una persona per questa leggerezza potrebbe morire prima di essere soccorsa. La centrale operativa del 112 non era al corrente della chiusura delle strade. Se dovesse scoppiare un incendio a Cella per un’autobotte dei pompieri sarebbe impossibile raggiungere la frazione – segnala –. È vero che esistono gli elicotteri, ma spero sinceramente che non accada, perché non si saprebbe come affrontarlo».

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