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Bonus Iva: parlamentari e consiglieri regionali sono in buona compagnia

Possiamo essere d’accordo che quella legge è sbagliata e che certa gente non ha pudore, ma quegli insaziabili sono lo specchio di buona parte di una società che quotidianamente prova – spesso riuscendoci – a rifarsi su uno Stato incapace di reagire

“Poi un giorno entra in un bar Briatore chiede un caffè sospeso, lo beve, non paga e ci dovete stare perché l’errore è nel caffè sospeso: non c’ha scritto il limite di reddito”.

È un tweet di Makkox - pseudonimo di Marco Dambrosio fumettista, disegnatore, vignettista e autore televisivo - che riassume bene quanto è accaduto con il bonus partite Iva chiesto da parlamentari e da consiglieri regionali Fvg: quei 600 euro gli spettano.

Possiamo essere d’accordo che quella legge è sbagliata e che certa gente non ha pudore - il meno fortunato percepisce 7.500 euro al mese -, ma quegli insaziabili sono lo specchio di buona parte di una società che quotidianamente prova – spesso riuscendoci – a rifarsi su uno Stato incapace di reagire: trent’anni di slogan e inutili promesse hanno prodotto burocrazia crescente, lentezza della giustizia, leggi non uguali per tutti o, come questa, sbagliata, pressione fiscale enorme.

Non si è mai realmente intervenuti con riforme e la parola etica, purtroppo, viene usata a convenienza come si usa troppo spesso a sproposito “green”.

Ti viene il dubbio che non ci sia la volontà di cambiare le cose… In Italia, nel 2019, 15 milioni di persone non hanno presentato la dichiarazione dei redditi. L’80 per cento dei contribuenti (poco più di 33 milioni) dichiara meno di 29 mila euro lordi. Sono 6 milioni 700 mila quelli che hanno un 740 che oscilla tra i 29 e i 55 mila euro (il 16,2%); 918 mila quelli tra i 55 e i 75 mila (2,2%) e 805 mila tra i 75 e i 150 mila (1,9). Infine soltanto 152 mila tocca i 150-300 mila euro, lo 0,4 per cento del totale.

Tra queste ultimi tre classi di reddito ci sono migliaia di imprenditori che hanno comunque sentito il bisogno di chiedere quei benedetti 600 euro perché come il caffè sospeso (caffè lasciato pagato al bar per i più bisognosi) non è previsto un limite di reddito.

“E’ un mio diritto! Li ho presi per fare beneficienza. La legge non lo vieta e poi sai quanti soldi mi succhia lo Stato in tasse?”. Ecco fatto. Quei cinque parlamentari sono in buona compagnia. Non li giustifico come non giustifico chi evade, ma mi stupisco di tanto stupore.

L’anno scorso cifre da record in Italia per Lamborghini (+48%), Lexus (+47%) e Ferrari (+24%), ma anche Audi, Bmw e Mercedes hanno chiuso l’anno in crescita. Non li gruppi Fiat.

Emblematico il caso di Porsche, che ha archiviato il 2019 con 6.710 consegne, il 28% in più rispetto all’anno precedente: il Bel Paese è il terzo mercato europeo della casa di Stoccarda. Nel paese del bonus Iva ci sono più auto di lusso di quanti dichiarano più di 75 mila euro lordi.

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