Appalti truccati, l’ex sindaco Trentin resta ai domiciliari e dice l'addio alla politica dopo 15 anni

Il suo legale, l’avvocato Guglielmo Pelizzo: «L’accaduto lo ha segnato, lascia dopo quindici anni dedicati alla comunità»

PREMARIACCO. L’ex sindaco di Premariacco Roberto Trentin, di recente rimasto coinvolto – insieme ad altre sedici persone – in un’inchiesta giudiziaria, dice addio alla politica. Lo fa attraverso le parole del suo legale, l’avvocato Guglielmo Pelizzo, che spiega: «L’accaduto lo ha profondamente segnato, tanto da averlo indotto, dopo quindici anni dedicati alla propria comunità, ad abbandonare definitivamente la politica per concentrarsi sulla propria professione, convinto di aver profuso il massimo impegno per il bene della popolazione». Già a inizio mese Roberto Trentin si era dimesso dalla carica di primo cittadino.

Appalti truccati a Premariacco, ecco chi sono gli indagati e di cosa sono accusati

Secondo la Procura di Udine, le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta della Guardia di finanza sulle irregolarità nella gestione degli appalti del Comune di Premariacco e di quello di Torreano, sono responsabili, a vario titolo, di illeciti come turbativa d’asta, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, traffico di influenze illecite, peculato d’uso, truffa aggravata ai danni di un ente pubblico, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.

L’attività investigativa, coordinata dal sostituto procuratore Annunziata Puglia, alla fine dello scorso mese di luglio aveva portato tre persone agli arresti domiciliari (lo stesso Trentin che vi si trova tuttora), a diverse misure cautelari e, come detto, all’iscrizione nel registro degli indagati di diciassette persone in tutto.



Negli ultimi giorni, come sottolinea ancora il difensore di Trentin, il quadro accusatorio a carico dell’ex sindaco si è ridotto e si riducono anche le contestazioni: «Il Tribunale del Riesame, infatti – spiega ancora l’avvocato Pelizzo –, ha accolto le istanze dell’ex primo cittadino relativamente alle ipotesi di peculato, truffa aggravata e turbativa d’asta per l’acquisto dello scuolabus».

Il difensore ribadisce, inoltre, che «gli inquirenti non hanno mai contestato al sindaco interessi personali nel suo ruolo di amministratore, bensì di aver agito, eventualmente, per sole ragioni elettorali, avendo egli stessi annunciato alcune settimane prima la scelta di ricandidarsi alla guida dell’ente locale. Il sindaco – prosegue il legale – si dice profondamente amareggiato per la situazione in cui si trova, anche per le informazioni trapelate in relazione alla sua vita privata, che nulla ha a che vedere con il ruolo istituzionale. Ora – conclude – siamo in attesa di conoscere le motivazioni del Riesame e poi valuteremo eventuali istanze da rivolgere al Gip».

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