Trentacinque immigrati sorpresi sulla strada tra Pradamano e Lovaria

PRADAMANO. Nuova ondata di profughi a Pradamano. Lunedì 24 agosto, verso le 17, sono state fermate 35 persone, di cui 33 adulti e due minori provenienti dal greto del Torre a seguito di diverse segnalazioni da parte di cittadini che hanno avvistato diversi gruppi di migranti a piedi, mentre si dirigevano verso il paese.

Hanno allertato dunque sia il 112, sia il municipio e in qualche caso direttamente anche il sindaco Enrico Mossenta che, insieme a tutti i componenti della giunta si sono messi a disposizione delle forze dell’ordine accorse sul territorio comunale dove intanto si stavano disperdendo gli immigrati.

Grazie però al pronto intervento dei carabinieri, della Polizia locale e degli stessi amministratori, i profughi sono stati raggruppati in un unico luogo, via Matteotti dove si è proceduto alle diverse formalità: a tutti è stata rilevata la temperatura corporea, gli sono state fornite le mascherine di protezione individuale e sono state raccolte generalità e dati di ogni persona.

Ne è risultato che sui 35 fermati, due erano minori di nazionalità afgana. Gli altri adulti provengono da Bangladesh, Afganistan e Pakistan.

Inizialmente erano stati fermate 32 persone, poi verso le 19 il sindaco Mossenta ha ricevuto un’ulteriore segnalazione, recandosi quindi personalmente con un furgone della Protezione civile a recuperarli, consegnandoli quindi ai carabinieri che già stavano vigilando sugli altri fermati, in attesa di una loro destinazione.

«Per i due minori - fa sapere il sindaco Mossenta - ci siamo immediatamente attivati, trovando un alloggio provvisorio nella sede della Croce rossa di Palmanova».

Per quanto riguarda gli adulti, verso le 20 sono partiti alla volta di Tricesimo. Oltre ai 35 profughi fermati, alcuni pare siano sfuggiti ai controlli in direzione Udine.

Infine, commenta il sindaco Mossenta, «sono fiducioso che il prossimo incontro con il ministro dell’Interno, Lamorgese possa portare novità positive e di aiuto alla gestione dei migranti, sia per le procedure, sia per le strutture messe a disposizione e quindi dei controlli da effettuare sul territorio».

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