Costò un milione di euro, ora il poligono incompiuto finisce nel mirino dei vandali

Il sindaco Corona ne ha vietato l’accesso con un’ordinanza. La struttura ha chiuso i battenti poco dopo l’inaugurazione del 26 ottobre 2007

VAJONT. Costoso, incompiuto, inutilizzato e ora finito nel mirino di vandali, tant’è che per questioni di sicurezza il sindaco Lavinia Corona ne ha vietato l’accesso con un’ordinanza. Stiamo parlando del poligono di Vajont, struttura per la quale è stato investito oltre un milione di euro e che ha chiuso i battenti poco dopo l’inaugurazione del 26 ottobre 2007; ora torna al centro del dibattito.


L’ordinanza

Il primo cittadino ha emesso un provvedimento in quanto «l’immobile è stato oggetto di intrusioni vandaliche da parte di ignoti». L’edificio, si specifica, è privo di agibilità e si rende necessario operare con urgenza, a salvaguardia della pubblica e privata incolumità, inibendo formalmente l’accesso all’area in cui è ubicata la struttura». Motivo per cui è «vietato l’ingresso a chiunque, sia nel poligono sia nell’area circostante». L’inosservanza dell’ordinanza comporterà la denuncia dei trasgressori ai sensi dell’articolo 650 del codice penale. Una storia lunga e travagliata, quella del poligono. A inauguralo erano stati l’allora presidente della Regione Riccardo Illy e l’ex sindaco Felice Manarin.


I problemi
La struttura non può essere utilizzata dagli sportivi perché non è adeguatamente insonorizzata. Un aspetto curioso: un poligono dovrebbe avere le carte in regola a partire dall’aspetto acustico, dato che all’interno si spara. Ma l’immobile che sorge nelle vicinanze del greto del Cellina non presenta questo requisito minimo. L’amministrazione Corona, negli scorsi anni, aveva annunciato di voler risolvere la questione, per portare alla riapertura della struttura, ma a mancare sono i fondi. Il Comune non può sostenere la spesa, in quanto si parla, stando a una stima di massima, di un investimento di centinaia di migliaia di euro. Il poligono, tra l’altro, necessita di manutenzione. Corona ha anche chiesto aiuto alla Regione.


Il caso
Ad accendere i riflettori sulla questione era stato un lettore del Messaggero Veneto, il quale aveva scritto al nostro quotidiano. «Anche la provincia di Pordenone non è esente da casi di spreco di denaro pubblico: si pensi al poligono di Vajont – aveva scritto in una mail –. Inaugurato nel 2007, sarebbe dovuto diventare riferimento a livello interregionale. Un risultato che si sarebbe potuto ottenere, se non fosse che attualmente il fabbricato risulta chiuso e abbandonato da anni».

«Gli appassionati dello sport del tiro a segno nella lunga distanza (parliamo di 200-300 metri) e delle gare che si possono fare all’interno di questo spazio devono spostarsi per gli allenamenti e per le competizioni, quando invece potrebbero avere un poligono nuovo a pochi passi da casa – aveva aggiunto –. È vero che esiste una struttura con la stessa funzione a Pordenone, ma è comunque più vecchia rispetto a quella vajontina. Vorrei quindi sensibilizzare l’opinione pubblica su questo spreco e mobilitare gli appassionati di tiro delle province di Pordenone, Treviso, Venezia, Udine e Belluno».

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