Bimba regala un mazzo di fiori al vicesindaco: "Grazie per aver salvato la mia classe, così potrò rivedere gli amici dell'asilo"

Chions, inizialmente l’ufficio scolastico regionale aveva negato l’assegnazione della classe a causa dell’esiguo numero di iscritti

CHIONS. Era preoccupata, come può esserlo una bambina di sei anni che teme di non ritrovare in prima elementare gli amici con cui, all'asilo, aveva condiviso giochi, scoperte, divertimento.

Il rischio c'era, a causa dell'esiguo numero di iscritti: l'ufficio scolastico regionale aveva negato l'attivazione della classe. Il pericolo è stato scongiurato anche grazie all'impegno dell'amministrazione di Chions, guidata dal sindaco Renato Santin: venerdì sera, 28 agosto, la bimba, accompagnata dalla mamma, si è presentata a casa del vicesindaco Laura Doro, per regalarle un bel mazzo di fiori e dirle grazie per aver ''salvato'' la sua futura classe.

«Venerdì sera una bella bimba di sei anni ha suonato il campanello di casa mia con la sua mamma e mi ha ringraziato per il mio impegno perché a settembre potrà andare a scuola assieme ai suoi amici della scuola materna – spiega Doro -. Infatti, dopo mesi di battaglie, la classe prima della scuola elementare di Chions partirà».

Inizialmente l’ufficio scolastico regionale aveva negato l’assegnazione della classe a causa dell’esiguo numero di iscritti (10 al posto dei 15 prescritti dalla legge). Le famiglie avevano quindi chiesto aiuto all’amministrazione comunale affinché si facesse portavoce per ottenere una revisione della decisione, al fine di assicurare la formazione di una classe a tempo ordinario.

«Dopo varie lettere e decine di telefonate rivolte a tutti i livelli, finalmente la classe prima partirà. Un risultato ottenuto grazie alla collaborazione di amministrazione comunale e della nostra valida dirigente scolastica, Cristina Del Bel Belluz, che hanno difeso e supportato la volontà delle famiglie, che con fiducia hanno creduto nell’obiettivo fino all’ultimo. Grazie a questa bimba che mi ha ricordato la rara gioia che può dare questo difficile ruolo».

Il senso di comunità, l'appartenenza a essa, si preserva soprattutto mantenendo i servizi fondamentali. Il sorriso di una bimba, un mazzo di fiori regalato con spontaneità e affetto, è il riconoscimento più bello per chi si è impegnata per farlo.

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