Il maltempo, la pioggia e la paura di una nuova alluvione: così la mente torna al disastro in Valcanale del 2003

Pietratagliata, la frana e il crollo della casa

L’altra sera, sabato 29 agosto, il pensiero di molti è tornato alla stessa data di 17 anni fa quando una furia disumana scaricò soprattutto sull’abitato di Ugovizza un mare di fango. Era un venerdì pomeriggio, al termine di una delle estati più calde che si ricordi da queste parti, una serie di temporali provocò morte e distruzione in Valcanale, nel Canal del Ferro, da Cave del Predil a Moggio Udinese

UGOVIZZA. Il 29 agosto rischia di diventare una delle date simbolo dei danni provocati dal maltempo nella montagna friulana. L’altra sera, sabato 29 agosto, il pensiero di molti è tornato alla stessa data di 17 anni fa quando una furia disumana scaricò soprattutto sull’abitato di Ugovizza un mare di fango. Era un venerdì pomeriggio, al termine di una delle estati più calde che si ricordi da queste parti, una serie di temporali provocò morte e distruzione in Valcanale, nel Canal del Ferro, da Cave del Predil a Moggio Udinese. Ugovizza, Malborghetto, Pietratragliata e Pontebba le località più colpite. 

In quattro ore caddero 300 millimetri di pioggia. Due le vittime: Bruno Urli venne travolto dalla ghiaia e dal fango mentre cercava di proteggere la sua casa a Malborghetto, mentre le acque del rio Uque si portavano via Gerti Schnabl, sorpresa all’esterno della sua abitazione. Ugovizza sembrava un campo di battaglia. Un muro di fango copriva buona parte delle case senza lasciar intravvedere il futuro di questo luogo. Il rio Uque si era portato via anche il campanile della chiesa, non aveva risparmiato neppure i morti. Centinaia gli sfollati, qualche decina fu accolte alla caserma Lamarmora di Tarvisio.

🔴 I NOSTRI FOCUS

La situazione in Carnia | Grado, Aquileia e Palmanova | La mareggiata a Lignano | La situazione a Buttrio e Manzano | Nel Pordenonese | Nel Cividalese | Strade chiuse e treni in ritardo |

Le acque del fiume Fella e dei suoi affluenti devastarono l’intera vallata: a Pietratagliata l’erosione del terreno provocò il crollo di una casa. Centinaia di frane ferirono i monti. Nelle ore successive al disastro, i soccorritori assieme ai cittadini iniziarono a contare i danni e con il passare dei giorni ogni stima risultava in difetto. Tutto sembrava finito, agli occhi dei più pareva che nulla dovesse tornare come prima, invece, ancora una volta, la determinazione della gente di montagna diede il meglio di sé e in pochissimi anni ogni cosa tornò al suo posto. Impossibile non ricordare questa storia mentre la pioggia continua a scendere sulla montagna friulana sferzata dal vento.

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI SUL MALTEMPO DI SABATO, 29 AGOSTO

Dobbiamo farlo anche se, e questo va detto, oggi molti interventi realizzati da allora per contenere il dissesto idrogeologico contribuiscono a tutelare il territorio che, comunque, rischia di sbriciolarsi sotto il peso dello spopolamento e dell’avanzare inesorabile del bosco. La perdita degli abitanti e quindi delle piccole manutenzioni quotidiane unite agli effetti dei cambiamenti climatici, continuano a evidenziare le fragilità della montagna. Ci sarà sempre un precedente. Diciassette anni fa gli abitanti di Ugovizza ricordavano l’alluvione del 13 settembre 1903 al quale è stata dedicata anche una via, noi oggi per una serie di circostanze citiamo quello del 2003.

Polpette di cavolfiore con curcuma, uvetta e anacardi

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi