Addio a Dolinda, l’ultima pescivendola

Nonna del sindaco, aveva 98 anni. Una vita dedicata al commercio usando la bici, il “mosquito” e l’Ape. Oggi l’ultimo saluto



/ MARANO LAGUNARE


La comunità dice addio all’ultima pescivendola. È morta sabato nella sua abitazione di Marano Lagunare, all’età di 98 anni, Dolinda Dal Forno: con lei se ne va un altro pezzo della storia della cittadina lagunare.

Quella storia fatta di donne forti e coraggiose, di tanti sacrifici e tanto duro lavoro, quel lavoro che le portava anche lontano da casa, da figli e mariti, dall’alba al tramonto in giro per il Friuli e non solo, per vendere il pesce a sostegno della famiglia. Era la nonna paterna del sindaco Mauro Popesso.

Dolinda era nata a Marano Lagunare il 14 luglio 1922 da una famiglia di pescatori. Con l’arrivo della fabbrica per la conservazione del tonno nel 1938 (subentrata alla Depangher conserve alimentari), la Maruzzella della famiglia genovese dei Mazzola, fu mandata a Sansego (Jugoslavia, ora Croazia) per imparare le tecniche di lavorazione e conservazione del pesce in uno degli stabilimenti già attivi della Mazzola.

Al rientro lavorò in fabbrica, nel reparto pulizia e preparazione del tonno, ma il mestiere non le piaceva. Decise quindi di intraprendere l’attività del piccolo commercio andando in giro per il Friuli a vendere il pesce assieme a tante altre donne maranesi. Partivano con il buio, con ogni tempo e con il buio spesso rientravano.

Dolinda, come le altre, metteva le cassette del pesce sulla bici e pedalando andava di paese in paese a vendere. Spesso si trattava di un scambio merce: verdura, uova, farina, qualche gallina o coniglio, ma anche qualche bottiglia di vino, a volte mestoli e utensili in legno.

Talvolta raggiungeva Trieste, ma il suo tragitto abituale era la zona ovest della Bassa friulana, fino a San Giorgio al Tagliamento, in provincia di Venezia. In questi paesi ancora ricordano Dolinda, la sua grinta e la sua determinazione.

Nel 1946 sposò Vittorio Popesso, pescatore pure lui, appena rientrato dal campo di concentramento in Germania, dove era stato a lungo prigioniero. Dal matrimonio nacquero Rosalba e Giuliano (padre del sindaco).

Nonostante le due maternità e gli impegni familiari, continuò a lavorare restando al passo con i tempi: passò dalla bicicletta a pedali a quella motorizzata, il famoso “mosquito”, fino ad acquistare un’Ape, con cui continuò l’attività fino alla fine degli anni Ottanta, quando finalmente andò in pensione.

Dolinda Dal Forno era una donna forte, che non ha mai smesso di lavorare: l’ha fatto fino a una decina di anni fa, quando l’età si è fatta sentire ed è iniziata la malattia.

È stata una delle storiche frequentatrici del gruppo della tombola: ogni settimana si incontrava con altre donne per giocare.

L’ultimo saluto oggi, alle 16, nella chiesa parrocchiale di Marano Lagunare. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Focaccia integrale alla farina di lenticchie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi