Da Forni di Sopra a Lignano, 190 chilometri in bicicletta per celebrare il Tagliamento

Luca Bosco, 42 anni, e Matteo Puppo, 38, hanno pedalato dieci ore. «Il fiume lega paesaggi che mutano a ogni istante, va valorizzato»  

UDINE. Sono saliti sulla loro mountain bike e senza minimamente pensare alla fatica che li aspettava si sono messi a pedalare, godendosi, più che mai da vicino, il Tagliamento.

L’obiettivo? Sostenere la candidatura a patrimonio Unesco del fiume più importante della regione. Luca Bosco, 42 anni, di Moimacco, e Matteo Puppo, 38 anni, di Buttrio, hanno viaggiato per 190 chilometri lungo gli argini e le anse del corso d’acqua che nasce vicino al passo della Mauria a 1298 metri di altitudine e sfocia tra Lignano Riviera e Bibione.

«Crediamo che il Tagliamento meriti di essere valorizzato, è un fiume capace di legare in modo affascinante paesaggi e panorami che cambiano ogni dieci chilometri: come non considerare questo un simbolo della regione? – spiega Bosco –. Il fatto che il Friuli Venezia Giulia sia penultimo nella reputazione del proprio panorama turistico dispiace: conosco questo territorio ed è unico. Però bisogna dimostrarlo». I due appassionati di ciclismo, con questa loro iniziativa, hanno voluto tenere alta l’attenzione sul tema della valorizzazione del Tagliamento.

Alcune settimane fa Patto per l’Autonomia ha lanciato una petizione online per candidare il fiume friulano a ottenere il prestigioso riconoscimento. Numerosi esponenti del mondo culturale e scientifico internazionali si sono schierati a favore; l’ultima a sposare la causa del Tagliamento è stata Licia Colò, nota conduttrice televisiva da sempre impegnata nella difesa dell’ambiente.

I rappresentanti dell’associazione Natisone Outdoor – che punta alla promozione turistica delle Valli del Natisone, delle Valli del Torre e del cividalese e coinvolge circa 15 comuni del territorio – hanno confezionato questa piccola grande impresa affrontando gli sterrati, i sentieri e le piste ciclabili che accompagnano l’acqua del Tagliamento fino al mare.

«Siamo partiti alle otto dal passo della Mauria e in circa 10 ore di mountain bike siamo arrivati a Lignano – aggiunge Bosco –, abbiamo attraversato il Friuli da nord a sud in una giornata bellissima». Poco peso sulle spalle («Avevamo la classica attrezzatura e due borracce: con 36º nelle ore di punta serviva acqua e buona volontà»), qualche intoppo lungo la via («La pianificazione del percorso al pc non sempre ha trovato una corrispondenza con la realtà: tra sentieri sporchi e strade chiuse, ci siamo persi un paio di volte», sorride Bosco) e un’immensa soddisfazione finale.

«La fatica per compiere l’impresa è stata direttamente proporzionale alla soddisfazione finale dopo l’approdo sulla riva lignanese della foce del Tagliamento – conclude il ciclista –. Cosa abbiamo fatto quando siamo arrivati? Soltanto le foto di rito: eravamo troppo stanchi». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Arrosto di maiale con funghi e castagne

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi