Taglio in busta paga, ritorna la tensione alla Sirti di Basiliano

Cancellato l’integrativo aziendale (300-400 euro mensili). La Fim Cisl: inaccettabile

BASILIANO.  Torna la tensione allo stabilimento Sirti. L’azienda, leader in Italia nel mercato delle infrastrutture per telecomunicazioni, ha disdettato l’integrativo aziendale. Una decisione presa unilateralmente dalla storica società italiana che si prepara a compiere i suoi primi cent’anni di attività nel 2021, traguardo dal sapore amaro per i dipendenti che dal primo gennaio dovranno fare i conti con buste paga alleggerite: l’addio all’integrativo costerà una perdita fra 300 e 400 euro mensili di stipendio.



Sulla situazione del gruppo, che conta a livello nazionale 3.700 dipendenti, di cui 66 a Basiliano (47 operai e 19 impiegati), lavoratori e sindacato di categoria hanno fatto il punto ieri durante un’assemblea a Campoformido, anticipazione del coordinamento nazionale in programma la prossima settimana.

«Le relazioni sindacali sono tesissime – ha detto il segretario di Fim Cisl Fvg, Fabiano Venuti –, ormai con l’azienda stiamo comunicando solo tramite raccomandata. La decisione di disdettare il contratto aziendale, che significa non riconoscere più indennità di trasferta, ore viaggio, contributo mensa è l’ennesima azione di forza messa in atto da Sirti».



«Inaccettabile» per Venuti, che aggiunge: «Se l’atteggiamento dell’azienda non cambierà, ci ritroveremo costretti a mettere in campo azioni di forza come già l’anno scorso avevamo fatto lungo un’intera settimana, con scioperi a turno nei vari cantieri». Dopo 12 mesi di contratto di solidarietà (scaduto a maggio), oggi i lavoratori Sirti sono in cassa integrazione, ammortizzatore, legato all’emergenza Covid 19, che a sua volta verrà meno con la fine di ottobre. Dopodiché? Buio. A meno di nuove possibilità sul fronte degli strumenti di ammortizzazione, esauriti la Solidarietà e il periodo di cassa-Covid, l’azienda dovrà fare i conti con gli esuberi dichiarati l’anno scorso: 770 a livello nazionale, di cui 15 in Fvg (13 operai e 2 impiegati). Il contratto aziendale disdettato, gli ammortizzatori prossimi all’esaurimento, la futura gestione degli esuberi sono alcune delle ragioni che hanno spinto il sindacato a chiedere un incontro urgente al Mise.



«Ancora inevaso» denuncia il coordinatore nazionale Fim del gruppo Sirti, Marco Giglio, che ieri ha partecipato all’assemblea a Campoformido con i locali vertici di Fim, Fiom e Uilm. «In attesa della risposta del ministero – ha concluso Giglio –, la prossima settimana ci sarà un confronto al coordinamento nazionale Sirti e poi con l’azienda: dopo decideremo il da farsi». —
 

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