Parcheggio di fronte alla chiesetta, sale la protesta e spunta un cartello: "In questa piazza si è fermata la mafia"

Il futuro dell'edificio sacro di Baldasseria Media agita gli abitanti del quartiere e la politica locale

UDINE.  Il futuro della chiesetta di Baldasseria Media agita gli abitanti del quartiere e la politica locale. Se qualche cartello di critica verso l’amministrazione comunale era già spuntato dopo l’approvazione, in consiglio, della delibera con il via libera alla sistemazione dell’area antistante l’edifico sacro, ora il tono della polemica si è alzato, e non di poco. Sui muri della chiesetta è apparso un altro manifesto, con una scritta forte: «In questa piazza si è fermata la mafia».



Un foglio A4 spuntato alla vigilia di un incontro riservato alla cittadinanza che si terrà sabato 5 agosto alle 10.30 all’agriturismo “Nît des Sisîlis” in via Pradamano 81/B. I promotori dell’incontro sono Carlo Giacomello, ex vicesindaco e ora consigliere comunale del Pd, a Mariagrazia Santoro, anche lei ex assessore a Udine e oggi consigliere regionale.

«Sappiamo che molti sono rimasti con l’amaro in bocca dopo l’approvazione della delibera in consiglio comunale, al termine di una lunga e animata discussione e con una maggioranza risicata – afferma Giacomello, dissociandosi dai contenuti del cartello apparso sui muri dell’edificio sacro –, per questo ci troveremo per discutere assieme e condividere un percorso da intraprendere che impedisca lo scempio approvato dalla maggioranza e che ne ponga rimedio». L’incontro è aperto a tutti, «di qualsiasi colore politico, associazione di appartenenza, o comune di residenza». Questo il messaggio che si legge sull’invito.



«Nel corso dell’incontro – assicura Giacomello – faremo emergere delle incongruenze presenti in delibera rispetto alla realtà dei fatti. Non abbiamo intenzione di fare polemiche politiche, ma soltanto di spiegare alle persone come stanno le cose. Dal nostro punto di vista il documento approvato in consiglio non può essere portato avanti così com’è».

I residenti lamentano la riduzione dello spazio antistante l’edificio sacro, che per far posto al parcheggio sarà ridotto da 1.650 a 503 metri quadrati. Critiche anche sulla modalità scelta dal Comune per entrare in possesso dell’area attorno alla chiesa: una sorta di permuta con il proprietario che, in cambio, riceverà un terreno edificabile su via Piutti. Il privato si è impegnato a donare al Comune il terreno a costo zero entro 60 giorni dall’approvazione della variante in Consiglio (che avverrà, dopo l’adozione del mese di giugno, nelle prossime settimane).

In caso contrario, essendo l’opera di interesse pubblico, scatterà l’esproprio con un esborso, per il Comune, di 70 mila euro. «In tal caso si rischia il danno erariale – assicura Giacomello –. Chiediamo che la delibera sia ritirata per essere riformulata in un’altra maniera».

A convincere poco Giacomello e non solo lui (la delibera non solo è stata bocciata da Pd e SiAmo Udine, ma sono usciti dall’aula al momento del voto i consiglieri di M5S, Misto e Prima Udine), ci sono le caratteristiche del parcheggio, troppo “aderente” al sagrato della chiesetta, e il calcolo per la permuta dei terreni sulla base della potenzialità edificatoria. «I calcoli effettuati non sono del tutto esatti – chiude Giacomello – in quanto una porzione di appezzamento attorno alla chiesa non è del privato, ma della parrocchia. Quindi l’accordo dovrebbe decadere, poggiando su valutazioni errate. Tutti vogliamo che l’area della chiesetta venga sistemata, ma nel modo corretto».
 

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