Coronavirus, spunta l’ipotesi di una nave per la quarantena dei richiedenti asilo

La Regione accetterebbe anche il modello Sicilia, altrimenti si pensa di intervenire sulla Cavarzerani per le quarantene

UDINE. La sensazione è che dalle parti di piazza Unità andrebbe bene qualsiasi tipo di soluzione, a condizione che sia concreta ed efficace, per spostare dal Friuli Venezia Giulia una fetta, consistente, di migranti e trovare zone, strutture oppure impianti adeguati alla quarantena dei migranti che entrano in Italia dal confine sloveno prima – conditio sine qua non – del loro trasferimento all’esterno dei confini regionali.



Una posizione, quella della Regione, che dalle parti del Viminale conoscono bene da tempo, ma che verrà ribadita domani a Trieste da Massimiliano Fedriga nel corso della visita del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese in Friuli Venezia Giulia. In queste settimane, infatti, i contatti sull’asse Trieste-Roma sono stati continui, alla ricerca di una soluzione che il Friuli Venezia Giulia vorrebbe duplice: da una parte la risoluzione dell’emergenza migranti (anche, se non soprattutto, da un punto di vista sanitario) e dall’altra un controllo più ferreo sui confini di Nordest per evitare che i rintracci quotidiani di richiedenti asilo continuino anche nei prossimi mesi.

PER APPROFONDIRE:

La Regione si aspetta risposte e, per la verità, un paio di opzioni paiono già essere sul campo. Una, in realtà, sembra già tramontata e riguarda la proposta, avanzata almeno in via ipotetica dal Viminale, di chiudere la Cavarzerani di Udine e spostare tutti i migranti in un’altra ex caserma. Quale? L’ipotesi prevedeva l’ammodernamento e la messa a disposizione della Vincenzo De Michiel a Vivaro – peraltro non nuova a voci di destinazione all’accoglienza di migranti – in passato sede del settimo battaglione carri Di Dio e della compagnia controcarri Garibaldi. Niente da fare, però, perché dal Friuli Venezia Giulia hanno fatto sapere come così facendo si sposterebbe, semplicemente, il problema da una sponda all’altra del Tagliamento senza risolverlo.

Avrebbe più senso invece, come già trasmesso al Viminale, mettere mano direttamente all’enorme struttura della Cavarzerani allestendo alcune zone separate, da qualche decina di posti, in cui accogliere i migranti rintracciati in regione, separandoli dal resto del gruppo, per fare trascorrere loro la quarantena. Un’opzione che troverebbe sponda favorevole nella giunta a condizione, tuttavia, di ottenere la rassicurazione da Lamorgese del trasferimento automatico fuori regione dei profughi una volta terminato il periodo di isolamento obbligatorio.

Un’altra strada di possibile percorrenza, infine, è quella del modello-Sicilia con l’invio, pertanto, a Nordest di una nave da utilizzare, come avviene a Lampedusa, per la quarantena degli stranieri. Anche in questo caso, però, le condizioni poste dalla Regione sono due e cioè che la nave stia al largo delle coste friulane – per evitare fughe dalla quarantena – e che a isolamento terminato i profughi vengano condotti fuori dal Friuli Venezia Giulia in attesa delle verifiche sul loro diritto, o meno, a ottenere la protezione internazionale nel nostro Paese.

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