L’appello sui social: «Aiutiamo Carletto, deve essere operato» e la gara di solidarietà salva il meticcio

Cordenons: il cane è stato adottato da una badante, che non guida. Ma doveva essere portato dal veterinario per un’operazione 

CORDENONS. La storia di Carletto, cane meticcio di dieci anni, è tutta cuore, simpatia e solidarietà.

A luglio la sua anziana proprietaria muore e lui rischia di finire in un canile. Grazie al passaparola, è stato invece adottato dalla badante di un altro nonno, Giovanni Gazziola, 98 anni di Cordenons, affinché gli faccia compagnia.

Tra Carletto e la sua nuova proprietaria Valentina Ghilns, 48 anni, moldava in Italia con doppia cittadinanza da ventiquattro anni, è stato amore a prima vista. Anche con Giovanni il cane si è subito dimostrato affettuoso e docile, rendendolo felice. Due mesi fa era “orfano”, ora la vita di Carletto è diventata testimonianza di gesti di solidarietà che fanno piacere all’anima.

L’ultimo risale a venerdì 11 settembre. L’animale è arrivato a Cordenons nutrito, ma con il manto tutto sporco e il pelo arruffato a cordelle, perché abituato a vivere all’esterno: una volta tosato si è scoperto un gonfiore che il veterinario ha diagnosticato essere un tumore.

Carletto è stato quindi sottoposto, con buon esito, a un intervento di rimozione del tumore, ma Valentina non è auto munita e data la distanza dell’ambulatorio veterinario aveva difficoltà per il rientro a casa, non potendo l’animale camminare a causa dell’intervento.

È bastato però un post di richiesta di aiuto sul gruppo facebook “Sei di Cordenons se” con la foto di Carletto che subito si sono offerti di aiutarla una quindicina di “volontari”, persone che Valentina non conosceva. Una di loro ieri l’ha quindi accompagnata a casa in macchina con il cane convalescente.

A postare l’appello sui social è stata Daniela Billiani, moderatrice di alcuni gruppi facebook tra i quali “Cani di Pordenone e dintorni”, che ha aiutato Valentina nell’adozione, ma che era impossibilitata a accompagnarla dal veterinario.

«Mi sono rivolta ai cordenonesi – dice – e la risposta è stata meravigliosa. La storia di Carletto lo è, perché insegna che anche un cane di dieci anni può essere salvato e può fare ancora la gioia di famiglie e persone anziane come nonno Giovanni. Insegna anche che ci sono persone di buon cuore».

«Sono nata e vissuta a contatto con gli animali – racconta Valentina – e quando ho scoperto che anche Giovanni aveva molta nostalgia per il suo cane, ormai deceduto, ho deciso di adottarne uno». La ricerca non è stata facile, ma poi è arrivata la notizia che la badante di un’altra signora anziana residente in altro comune stava cercando casa per Carletto.

«Ho scelto un cane già adulto – dice Valentina – perchè volevo fare del bene e salvandolo dal canile. Carletto è una gioia, per nonno Giovanni la sua presenza in casa è terapeutica. L’aiuto che stiamo ricevendo dai volontari, poi, è commovente, sono persone straordinarie». —


 

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