Addio a don Dino Pezzetta, è stato rettore dell’Abbazia a Rosazzo

Aveva 82 anni. Già parroco a Montenars, si è speso per il dialogo tra popoli e religioni. Martedì i funerali

OSOPPO. È stata una vita spesa per il dialogo tra i popoli e le religioni quella di don Leonardo Pezzetta, ex rettore dell’Abbazia di Rosazzo, spentosi venerdì sera all’età di 82 anni.

Si trovava in ospedale a San Daniele per alcuni accertamenti, quando è venuto a mancare nel sonno. Da tempo ammalato di cuore, la sua morte ha sconvolto la comunità di Osoppo, suo paese natale, e non solo.


«Don Dino – ricorda Mino Biasoni, suo amico fraterno – è stata una figura di grandissimo rilievo in tutto il Friuli e fuori per la sua profonda umanità e la tenace volontà nell’operare a favore dei più deboli. Era dotato di una grande apertura nel campo religioso, purtroppo sovente incompresa dal clero tradizionale locale chiuso nei fatti, nonché di totale disponibilità nei momenti difficili della vita comunitaria».

Pezzetta era stato consacrato sacerdote dall’allora arcivescovo di Udine, monsignor Giuseppe Zaffonato, nel marzo 1962. Nel suo percorso fu centrale l’esperienza del terremoto del 1976.

«All’epoca – racconta ancora Biasoni –, don Dino ritenne suo dovere fermarsi tra la sua gente per prestare aiuto fin dai primi momenti dell’emergenza. Gli fu assegnato il terribile e delicato compito di riconoscere le identità delle vittime, dar loro una qualche sistemazione, prima sotto le tende e poi in una grande fossa comune nel cimitero; quindi si adoperò senza riserve nel campo della comunicazione, istituendo il prezioso “Foglio notizie”. Si occupò anche dell’organizzazione di diversi gruppi di volontari, come vicepresidente della cooperativa “Nuova Osoppo” e come prezioso componente dei Comitati di quartiere».

La sua strada incrociò quella della comunità manzanese negli anni Novanta, quando si trasferì a Oleis come parrocco. Nel 1994 fu nominato rettore dell’Abbazia di Rosazzo, che sotto il suo impulso riprese vigore, divenendo luogo di nuovi incontri interreligiosi con protestanti e ortodossi. «Qui – prosegue Biasoni – predispose un piano culturale religioso che mirava a ristabilire il dialogo fra le popolazioni mitteleuropee».

In particolare, i suoi sforzi si diressero verso la cittadina di Vetren, in Bulgaria, località dove per 9 anni un centinaio di volontari del Manzanese stavano operando per rinnovare totalmente l’orfanotrofio infantile. Importante fu il sostegno di alcuni imprenditori del Distretto della sedia, che lo aiutarono in questa impresa. Fu allora che nacque l’amicizia con il vescovo metropolita di Stara Zagora, monsignor Tabakov, che lo raggiunse in visita ufficiale a Rosazzo.

Divenuto parroco a Montenars nel 2006, si ritirò cinque anni dopo, salvo celebrare ancora qualche funzione festiva a Peonis. Da allora, ha vissuto fino a pochi giorni fa nella sua Osoppo, la quale lo ricorderà martedì, alle 16.30, in occasione della celebrazione dei funerali.

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