Nella Udine del 2050 la ferrovia sarà interrata

Progetto da 1,3 miliardi con i fondi del Recovery fund per recuperare l’area situata tra la Safau e lo scalo di via del Bon e via Buttrio

UDINE. Udine è pronta a sfruttare i fondi del Recovery fund per “ricucire lo strappo” che oggi divide la città tra zona nord e sud. L’idea, messa a punto da uno staff coordinato da Sandro Fabbro, professore di pianificazione urbanistica e responsabile dell’officina di rigenerazione territoriale del Cantiere Friuli per l’ateneo friulano, è quella di interrare nei prossimi 30 anni il tratto ferroviario che va dall’ex Safau fino all’ex scalo di via Buttrio.

Un’operazione che da sola costerebbe, secondo le stime dei professionisti, circa 1,3 miliardi di euro che è proprio quanto spetterebbe al capoluogo friulano ipotizzando una ripartizione proporzionale per numero di abitanti dei 208 miliardi destinati dall’Ue all’Italia.

La distribuzione dei fondi avverrà sulla base della presentazione di progetti mirati, la cui attenzione dovrà essere rivolta in via prioritaria alla riqualificazione urbana di aree degradate e alla sostenibilità ambientale. E in questo contesto il gruppo di studio coordinato da Fabbro ha elaborato una proposta che è stata illustrata alla giunta.

Tre i principali interventi da completare nell’arco di 30 anni: il primo, come detto, è l’interramento dei binari, un tema già affrontato nei primi anni 2000 quando la giunta dell’ex sindaco Sergio Cecotti aveva ipotizzato di costituire una Società di trasformazione urbana (Stu), per realizzare un centro direzionale al posto dello scheletro dell’ex acciaieria Safau e anche un centro intermodale di trasporto pubblico e un’area residenziale. Poi l’ipotesi, anche per una questione di costi, è stata accantonato. Ma adesso il Comune sembra deciso a riprovarci.

Il secondo intervento riguarda la creazione di un corridoio eco-tecnologico con un parco urbano in superficie e connessione digitali ed energetiche accanto ai binari e alla viabilità che sarà interrata.

L’ultimo passaggio prevede il recupero e l’individuazione di nuove funzioni per l’area dell’ex Safau dove i criteri individuati sono quelli dell’alta attrattività e dell’alto “carico di mobilità”. Criteri ai quali per esempio potrebbe rispondere un polo scolastico o sanitario.

Soddisfatto della proposta, il sindaco Pietro Fontanini ha sottolineato come sia «la dimostrazione che le difficoltà possono essere anche grandi opportunità.

Questo ambizioso progetto ci dà la possibilità di andare a intervenire su un’area della città che da decenni paga la presenza di strutture vecchie e dismesse che creano degrado, e questo avviene in particolar modo oggi, perché queste aree diventano zone d’ombra dove si consumano attività illegali, spaccio e occupazioni abusive.

Con questo progetto abbiamo l’opportunità di fare in modo che Udine sud recuperi decenni di abbandono, diventando il nuovo polo produttivo ed economico». —



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