Addio ai banchi tradizionali rottamati nei giardini delle scuole

L’emergenza sanitaria ha accelerato il ricambio. In Friuli arriveranno oltre 15 mila “singoli” e 10 mila sedie. Alla Fermi di Udine e a Pasian di Prato cortili pieni di vecchie attrezzature. E c’è chi lancia l’idea di “adottarli”

UDINE. Lacrime, sorrisi, sudori, ansie, fatiche, risate. Quante storie di vita vissuta potrebbero raccontare i cari, vecchi, banchi di scuola. Tutti, da chi oggi ha 100 anni a chi comincia la prima elementare, ci siamo “accomodati” su quelle sedie di legno e metallo e abbiamo appoggiato i gomiti sul piano, sistemando libri, appunti, penne e matite.

Oggi la spinta del coronavirus impone un rinnovamento radicale (e veloce) delle attrezzature: niente più banchi a “due piazze”, dove ci si sedeva vicini con il compagno (o la compagna) di classe, ma rigorosamente singoli, che possano garantire quel distanziamento che è diventato regola e che sarà necessario finchè il Covid 19 farà paura.

Il Governo ha promesso che entro la metà di ottobre tutti gli istituti avranno i nuovi banchi. Secondo le richieste della dirigente dell’Ufficio regionale Beltrame inviate al Commissario Arcuri, in Friuli Venezia Giulia stanno per arrivare 15.625 banchi e 10.331 sedie. A questi vanno aggiunti 3.448 cosiddetti innovativi, ovvero quelli tanto discussi di plastica con le famose rotelle.

C’è da dire che la nostra regione è stata una di quelle che ha avanzato minori richieste di banchi, visto che il processo di dismissione e di ammodernamento è stato piuttosto regolare anche negli anni passati, ben prima dell’emergenza sanitaria.

Certo in classe forse si perderà un po’ di “contatto”ma tanti ragazzi avranno l’occasione di studiare su banchi nuovi di zecca, comodi e funzionali rispetto a quelli che sono toccati a genitori e fratelli maggiori. Intanto a Udine e a Pasian Prato, nei cortili delle varie scuole, spuntano cimiteri di banchi e sedie che dovranno essere sostituiti. Uno “spettacolo” che ha attirato l’attenzione dei cittadini che non hanno mancato di scattare foto per testimoniare il fatto.

«Sono banchi e sedie rotti che c’erano in alcuni locali della “Fermi” di via Pradamano, siamo in attesa che il Comune venga a ritirarli - racconta la dirigente dell’Istituto comprensivo IV Maria Cacciola - . Per quanto riguarda gli istituti che dirigo, non abbiamo fatto richieste particolari per banchi nuovi, ne arriveranno solo pochi, 20 o 30 per scuola, perché siamo già a posto. Il Comune è informato che deve venire a prendere quelli che abbiamo accatastato fuori, ma non ci hanno comunicato i tempi, speriamo siano brevi».

Aveva destato scalpore, qualche giorno fa a Pasian di Prato, la presenza di decine di banchi delle scuole medie nel cortile dietro al magazzino comunale. Molti cittadini si erano interrogati sulla cosa, chiedendosi se fosse proprio necessario gettarli via in quel modo, o se invece potessero essere riutilizzati in qualche maniera. Il sindaco Andrea Pozzo aveva detto che quelli in buono stato sarebbero stati recuperati, gli altri scomposti e mandati in discarica. Un consigliere comunale, Marco Quai, aveva lanciato anche l’opzione “Adotta il tuo banco”: chi farà domanda potrà portarseli a casa. Un’idea romantica, in tempi di Covid.

 © RIPRODUZIONE RISERVATA

Zuppa fredda di barbabietola, arancia e yogurt

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi