Gruppo Sassoli, Lavinox è vicina al fallimento: paghe arretrate a rischio

Lontano l’esito della causa milionaria a Electrolux Professional. Soluzione in vista alla Stainless solo per 13 degli 87 lavoratori

PORDENONE. Lavinox è a un passo dal fallimento: si allontana sempre più il momento in cui le maestranze ancora in forza all’impresa e anche le ex si vedranno riconosciute le spettanze, ferme a novembre.

L’azienda del Gruppo Sassoli ubicata a Villotta di Chions e con 87 dipendenti, che comunque ha imboccato un percorso che porterà alla cessata attività, a inizio anno aveva presentato domanda di concordato in bianco al tribunale di Milano: la proprietà era convinta che tale procedura fosse “coperta” dal punto di vista economico dalla causa milionaria intentata a Electrolux Professional, da sempre principale cliente di Lavinox e che negli ultimi anni ha progressivamente ridotto le commesse sino all’azzeramento.

Un aspetto che aveva lasciato senza parole sindacati e lavoratori, in quanto non si può avere la certezza che i giudici diano ragione alla proprietà di Lavinox e condannino la multinazionale con sede a Vallenoncello al risarcimento in tempi stretti, e in particolare all’interno delle tempistiche, ben più celeri, di un concordato.

Ieri la conferma che forze sociali e maestranze ci avevano visto giusto: in un confronto telefonico tra consulenti del Gruppo e sindacati, è stato annunciato che «il piano prospettato dai Sassoli è difficile da realizzare – ha spiegato Denis Dalla Libera (Fim Cisl) –. Da subito abbiamo messo in evidenza che non era pensabile che il concordato fosse collegato alla causa contro Electrolux e il tempo ci ha dato ragione. Una causa di questa portata non può risolversi in pochi mesi.

La via sembra essere, quindi, quella del fallimento. Siamo preoccupati perché, con un crac, si allungano le tempistiche affinché i lavoratori ancora in organico e quelli che hanno lasciato la fabbrica si vedano riconosciuti gli stipendi (tutto dicembre e venti giorni di gennaio), Tfr, ferie e permessi».

La procedura del concordato aveva congelato la questione spettanze e con un eventuale fallimento il quadro si complica. Il 16 febbraio, tra l’altro, terminerà la cassa integrazione. Allo stato attuale una ventina degli 87 addetti sta lavorando altrove, con contratti a termine, e quindi ha congelato l’utilizzo dell’ammortizzatore, come ha spiegato Dalla Libera.

Intanto i Sassoli hanno fatto sapere che 13 degli 87 lavoratori di Lavinox (11 operai e 2 impiegati) verranno trasferiti nella Stainless steel center, una società di nuova costituzione priva di dipendenti in forza, alla quale la proprietà a marzo aveva annunciato l’intenzione di cedere un ramo di Sarinox, la fabbrica “sorella” di Lavinox, che ha 22 dipendenti, di cui 13 interessati dal passaggio. «Giovedì ci sarà un incontro in Regione per valutare i percorsi di formazione e di ricerca di nuove opportunità di impiego per le maestranze» ha concluso Dalla Libera.
 

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